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Bando radicale delle armi per il Canada?

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Bando radicale delle armi per il Canada?

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Un’interrogazione di un membro indipendente del Parlamento ha scatenato il panico tra gli appassionati di armi canadesi: il governo liberale uscente ha intenzione di imporre un decreto per bandire le armi in Canada? E quali sono i rischi a livello internazionale?

Tony Clement, membro indipendente del Parlamento canadese

Tony Clement, membro indipendente del Parlamento canadese

Nonostante le tante restrizioni a cui sono sottoposti – sicuramente superiori a quelle in vigore nei vicini Stati Uniti e addirittura in molti Paesi europei – il Canada e i canadesi mantengono una solida cultura di possesso e uso di armi da fuoco per gli scopi più vari, dalla caccia alle attività di tiro sportivo. E con la storia e la morfologia del grande Paese nordamericano, non potrebbe essere altrimenti. Eppure anche laggiù si addensano nubi nere all’orizzonte per i legali possessori di armi, almeno stando a Tony Clement, parlamentare indipendente eletto nell’Ontario.

Lo scorso 9 maggio, nel corso di un’interrogazione parlamentare, Tony Clement ha chiesto a William Sterling Blair – Ministro per la Sicurezza delle Frontiere e per la Riduzione del Crimine Organizzato – di confermare o negare le informazioni in suo possesso secondo cui Justin Trudeau, l’attuale Primo Ministro canadese, abbia intenzione di svelare nel mese di giugno un piano segreto per imporre restrizioni pesantissime sul possesso e l’uso legale di armi da fuoco nel Paese.

William Sterling Blair, Ministro canadese per la Sicurezza dei Confini e la Riduzione del Crimine Organizzato

William Sterling Blair, Ministro canadese per la Sicurezza dei Confini e la Riduzione del Crimine Organizzato

Stando a Clement, il piano prevederebbe il passaggio delle restrizioni tramite un “Order-in-Council” – l’equivalente di un decreto governativo nel diritto dei Paesi del Commonwealth britannico – senza passaggio parlamentare. Non ci sono dettagli su quali tipi di armi potrebbero essere oggetto del decreto, ma alcune fonti parlano delle armi sportive moderne, mentre altre addirittura alludono a tutte le armi corte.

In Canada, del resto, da qualche tempo sta subendo pressioni – soprattutto dagli ambienti Liberal delle grandi città di Toronto, Vancouver, Ottawa e Montréal – per la messa al bando totale delle armi corte a guisa di quanto accaduto nel Regno Unito negli anni ‘90 e, dopo il massacro di Christchurch in Nuova Zelanda, anche per la messa al bando di tutte le armi lunghe semi-automatiche.

Bando radicale delle armi per il Canada?
Bando radicale delle armi per il Canada?

A far gelare il sangue agli appassionati di armi canadesi è soprattutto la risposta del ministro Blair, ripresa in video, che non ha voluto confermare né negare l’esistenza del piano del governo Trudeau per la messa al bando di qualsiasi tipo di arma, ma ha dichiarato che il governo canadese è “assolutamente convinto di voler valutare qualsiasi tipo di misura che renda i cittadini più sicuri”.

VIDEO / Canadian Parliament - MP Tony Clement Question Period

Il giorno successivo, il Partito Liberale canadese ha smentito l’esistenza di tale piano segreto – probabilmente considerando il fatto che a ottobre nel Paese si terranno le elezioni federali, e che oltre l’80% dei canadesi si oppone a qualsiasi nuova restrizione sulle armi da fuoco, rendendo di fatto la loro imposizione un incubo elettorale e un suicidio politico. Proprio in virtù di ciò, una proposta restrittiva sulle armi già in discussione – il disegno di legge C-71 – giace in un limbo presso il Parlamento canadese da mesi ed ha già subito numerosi emendamenti che potrebbero definitivamente affossarla.

Ma tutto questo, smentita compresa, lascia il tempo che trova: le restrizioni sulle armi sono nel programma ufficiale del Partito Liberale canadese, e virtualmente tutte le restrizioni imposte nel Paese dagli anni ‘70 in poi sono state poste in essere da governi liberali.

Effetto Domino

A far diffidare della smentita e far insorgere sospetti è il fatto che, secondo il parlamentare Clement, Justin Trudeau avrebbe intenzione di rendere pubblico il suo piano in occasione della conferenza Women Deliver 2019, che si terrà a Vancouver dal 3 al 6 giugno prossimi, e che vedrà come ospite anche il Primo ministro neozelandese Jacinda Ardern, principale ispiratrice e responsabile dell’ondata restrittiva sulle armi abbattutasi sul Paese oceanico dopo la sparatoria di Christchurch.

Bando radicale delle armi per il Canada?

Il Partito Laburista neozelandese fa parte della Progressive Alliance, una rete internazionale di partiti socialdemocratici fondata nel 2013 “per superare l’Internazionale Socialista” – ovverosia, essenzialmente, per esserne una versione “edulcorata” – per le cui posizioni Justin Trudeau ha sempre dimostrato ampie simpatie.

La Progressive Alliance comprende anche altri partiti che hanno per anni dimostrato apertamente di avere un’agenda antiarmi, come i partiti laburisti di Australia e Regno Unito; il Partito socialdemocratico tedesco e altri partiti facenti parte del PSE, compreso il Partito Democratico in Italia; e, dulcis in fundo, i democratici USA.

Che vi sia dunque un’agenda di carattere internazionale per il disarmo dei cittadini onesti – che, come ben sappiamo, nessun effetto positivo ha sulla sicurezza nazionale e internazionale, ma ha il solo scopo di mantenere i popoli disarmati e preda di criminali, terroristi, signori della guerra e governi dittatoriali – pare qualcosa di più di un’ipotesi cospiratoria.

Fortunatamente per i canadesi, già oggi si prevede che il Partito Liberale canadese finirà per perdere le elezioni di ottobre, in favore del Partito Conservatore che più volte si è invece dimostrato sostenitore dei diritti dei legali possessori di armi; un “Order-in-Council” può inoltre essere ritirato dallo stesso governo che l’ha emanato, o da un governo successivo, tanto rapidamente quanto è stato promulgato; e può essere annullato da un atto del Parlamento.

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Justin Trudeau, Primo Ministro Canadese

Justin Trudeau, Primo Ministro Canadese

Non ci resta dunque che aspettare ancora quasi un mese per vedere se effettivamente il Partito Liberale canadese vorrà proseguire a tutti i costi sul solco tracciato da un’agenda politica liberticida e puramente ideologica riguardo alla questione armi, o se invece comprenderà che negli interessi del popolo del Canada c’è l’esatto contrario. Cosa di cui, francamente, dubitiamo.

Ma il pericolo per la comunità dei possessori d’armi di tutto il mondo è concreto: Justin Trudeau e Jacinda Ardern sono essenzialmente i pupilli della sinistra internazionale, e con le connessioni di cui alla Progressive Alliance, il rischio è che le mosse di Canada e Nuova Zelanda fungano da ispirazione per i partiti socialisti e socialdemocratici di tutto il mondo.

Con le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo alle porte e le elezioni presidenziali USA a calendario tra un anno e otto mesi, i legali possessori di armi di tutto il mondo hanno di fronte una scelta: rischiare i loro diritti e le loro proprietà votando a favore di programmi di “giustizia sociale ed economica” che nel passato hanno dimostrato, quantomeno, di non essere mai giunti a realizzazione; oppure accantonare ogni posizione politica al di fuori dall’ambito armi e votare convintamente e compattamente per la tutela dei propri interessi personali e di categoria, nella speranza che gli schieramenti politici che oggi fanno del disarmismo un punto programmatico comprendano una volta per tutte che tali posizioni non pagano e che le si deve abbandonare una volta per sempre se si vuole avere anche la minima speranza di tornare ad essere maggioranza nel Paese – qualsiasi Paese.