Articolo precedente
  • Restrizioni UE sulle armi: direttiva approvata senza emendamenti

Restrizioni dell'Unione Europea sulle armi: direttiva approvata senza emendamenti

Tempo di lettura
5 minuti
Letto finora

Restrizioni dell'Unione Europea sulle armi: direttiva approvata senza emendamenti

Postato in:

Lo temevamo tutti e così è stato: le modifiche alla direttiva europea sulle armi sono state approvate oggi dall'Europarlamento senza emendamenti – uno schiaffo alla democrazia e ai diritti di milioni di cittadini, che reagiranno

Non tutti i cittadini europei sono uguali: i possessori d'armi valgono meno degli altri...

Leggi il testo della direttiva armi approvato dal Parlamento Europeo (in italiano)

Nonostante l’impegno di molti europarlamentari, che questa mattina hanno criticato con forza quanto stava accadendo, la bozza di direttiva europea uscita a dicembre dal cosiddetto "Trilogo" è stata approvata dal plenum del Parlamento europeo, senza nessuno degli emendamenti migliorativi proposti.

I singoli Paesi membri hanno 15 mesi di tempo per provvedere al recepimento.

L’On. Stefano Maullu ha dichiarato questa mattina:

A Strasburgo, oggi, è venuto meno un altro pezzo della nostra libertà individuale.

Gli attacchi ai legittimi possessori d'arma sono una limitazione ai diritti di tutti.

Saremo meno sicuri, meno protetti e più poveri: in nome di un'ideologia non basata su numeri e fatti, ma su sensazioni e pregiudizio, le aziende avranno più burocrazia e migliaia di persone rischieranno il posto di lavoro.

Questo è inaccettabile, oggi è una giornata nera, è stata scritta un'altra pagina buia di un'Europa preda dei burocrati.

Ho fatto di tutto per scongiurare questa eventualità, ma nonostante gli sforzi di centinaia di Parlamentari, il parlamento a maggioranza ha acriticamente accettato la modifica alla direttiva.

Con il suo voto, il Parlamento Europeo ha dimostrato che la democrazia e la giustizia in Europa non esistono e che i cittadini europei non sono tutti uguali.
Terroristi e delinquenti comuni ringraziano.

Che cosa ci hanno tolto, stavolta?

Anzitutto, a scanso di equivoci, è necessario chetare un po' gli animi, e ricordare a chi ci legge che non è tutto ancora perduto.

Gli Stati membri avranno quindici mesi per il recepimento e trenta mesi per l'implementazione, che può essere a discrezione degli Stati membri stessi purché i risultati finali siano quelli richiesti dalla Direttiva.

Il bicchiere mezzo pieno: non si parla più di confische a tappeto

Il bicchiere mezzo pieno: non si parla più di confische a tappeto

In Italia, in particolare, l'unico lato positivo dei cambiamenti legislativi del 2013 e del 2015, che hanno colpito Black Rifles e caricatori, è che – con l'eccezione delle demilitarizzate – se dovesse risultare veramente incisivo lo sforzo del comparto che stavolta si profila unitario, la direttiva europea dovrebbe poter essere recepita salvaguardando lo Status Quo.

Bisogna ammettere che ad essere sconfitta, stamattina, è stata anche la Commissione Europea. Di fatto, sono state bocciate tutte le richieste più draconiane della stessa:

  • Messa al bando con confisca di tutte le armi di categoria B7 anche se disattivate
  • Messa al bando con confisca di tutte le armi semi-automatiche capaci di utilizzare caricatori di capacità superiore ai 10 colpi
  • Confisca o obbligatoria disattivazione permanente di tutte le armi automatiche e da guerra presenti nelle collezioni private e persino nei musei
  • Messa al bando di tutte le repliche realistiche di armi militari
  • Definizione di canoni psicofisici e visite psichiatriche per il rinnovo e il rilascio dei porti d'arma

QUINDI, QUALI DIVIETI SONO STATI APPROVATI?

Categoria A6

Per le B7 native si profilano limitazioni ai caricatori, ma non un divieto a tappeto

Per le B7 native si profilano limitazioni ai caricatori, ma non un divieto a tappeto

Foto di Oleg Volk

Queste solo le armi demilitarizzate, ovvero le armi a raffica convertite al funzionamento semi-automatico per il mercato civile.

Dall'entrata in vigore o dal recepimento della direttiva (15 mesi) non se ne potranno immettere di nuove sul mercato, ma la direttiva prevede una clausola di salvaguardia che consente la permanenza nella categoria precedente – e dunque la detenibilità, l'utilizzabilità e la cedibilità a privati o in eredità – di quelle già presenti sul territorio nazionale di ciascuno Stato membro al momento dell'entrata in vigore della direttiva

Categoria A7

Sembrano invece definitivamente perse le demilitarizzate

Sembrano invece definitivamente perse le demilitarizzate

Foto di Oleg Volk

In questa categoria rientreranno le armi (lunghe e corte) semi-automatiche quando dotate di caricatore di capacità superiore ai 10 colpi per le armi lunghe o ai 20 colpi per le armi corte.

La direttiva specifica chiaramente che il passaggio in categoria ha luogo solo quando il caricatore è inserito, e cessa di essere quando tale caricatore viene rimosso.

Il testo specifica anche che la compatibilità dell'arma in questione con un caricatore di capacità superiore a quanto fissato non è condizione sufficiente per il divieto.

In pratica, per attuare questo divieto bisognerà avere un agente di Polizia presente su ogni linea di tiro d'Europa.

Pare scongiurata l'obbligatorietà di partecipazione a gare ufficiali

Pare scongiurata l'obbligatorietà di partecipazione a gare ufficiali

Foto di Oleg Volk

La direttiva prevede che ai "tiratori sportivi" possa essere concessa dagli Stati membri una eccezione a tale divieto, che di fatto si configura come un divieto d'uso di caricatori di capacità superiore ai 20 colpi per le armi corte e ai 10 colpi per le armi lunghe.

Tuttavia, mentre in una prima stesura tale eccezione era da concedersi obbligatoriamente solo a chi partecipasse a gare ufficiali o fosse iscritto ad una federazione di tiro riconosciuta dallo Stato, e solo per le armi utilizzabili in discipline riconosciute, nell'attuale formulazione questi sono solo alcuni dei punti su cui indicativamente e genericamente, senza alcun vincolo, gli Stati membri possono basarsi per concedere tali autorizzazioni.

Se la definizione di "tiratore sportivo" dovesse estendersi automaticamente a tutti coloro che possono, in virtù di una licenza d'armi, praticare l'attività sportiva, pare chiaro come in Italia tutti i titolari di tutti i tipi di porto d'armi potrebbero risultare esenti. Ed ovviamente resta la non retroattività per le armi e i caricatori detenuti prima dell'entrata in vigore in ciascuno Stato membro.

Categoria A8

La categoria A8 risulta problematica da definire... che implementazione dobbiamo aspettarci?

La categoria A8 risulta problematica da definire... che implementazione dobbiamo aspettarci?

Foto di Oleg Volk

Viene inserita inoltre un'altra categoria da vietare: quella delle armi lunghe che possano essere ridotte ad una lunghezza inferiore ai 60 centimetri tramite calcio rimovibile o pieghevole.

Sebbene sia chiaro lo spirito seguito da chi ha voluto questa scellerata norma, è molto più difficile pensare ad un'implementazione.

Le armi inserite in categoria A8 da tale testo, in molti Paesi (tra cui l'Italia) sono infatti considerate armi corte in virtù della lunghezza di canna inferiore ai 30 centimetri e al fatto che è la lunghezza di canna, e non la presenza di un calcio, a classificare un'arma come lunga.

Pare chiaro come tale norma sia stata ispirata da governi come quelli di Francia e Germania, ove tali armi sono considerate lunghe, e che da tempo le autorità locali intendevano trovare il modo di vietare.

Non lasciamoci intimidire dall'esito del voto: continua la battaglia per i nostri diritti e per quelli delle future generazioni, e il vento sta cambiando!

Non lasciamoci intimidire dall'esito del voto: continua la battaglia per i nostri diritti e per quelli delle future generazioni, e il vento sta cambiando!

Foto di Oleg Volk

Pur nell'amarezza, tuttavia, c'è da sottolineare un lato positivo nella nascita di una nuova sensibilità nel diritto alle armi in Europa, sia a livello organizzativo che politico.

129 europarlamentari hanno infatti votato per respingere del tutto la proposta, e 178 hanno sostenuto la linea emendativa proposta dall'Eurodeputata ceca Dita Charanzová; non abbastanza, ma un'autentica rivoluzione politica all'Europarlamento, se si pensa che la revisione della direttiva del 2008 fu fatta passare in meno di cinque mesi con soli diciannove voti contrari al Plenum e con l'accettazione all'unanimità nei comitati.

Di certo, i nomi degli europarlamentari che hanno votato a favore di questo scempio (che vedete qui sotto!) e quelli delle rispettive forze politiche resteranno ben impressi nelle menti di milioni di legittimi possessori d'armi, che l'UE ha trasformato in suoi nemici con una votazione.

La lista dei 491 europarlamentari che hanno votato in favore di questo scempio...

La lista dei 491 europarlamentari che hanno votato in favore di questo scempio...

...e quella dei 178 che si sono invece opposti, ergendosi a difesa dei nostri diritti. Ricordatevi questi nomi, e i relativi partiti, al momento di votare!

...e quella dei 178 che si sono invece opposti, ergendosi a difesa dei nostri diritti. Ricordatevi questi nomi, e i relativi partiti, al momento di votare!

Anche in Europa ormai esiste una "lobby delle armi"... come pensano, i signori disarmisti dell'UE e dei governi nazionali, di liberarsene?

Anche in Europa ormai esiste una "lobby delle armi"... come pensano, i signori disarmisti dell'UE e dei governi nazionali, di liberarsene?

Con le elezioni imminenti in numerosi Paesi-chiave, l'Unione Europea ha appena dato un'altra spallata alla sua traballante popolarità e alla sua scarsa credibilità. E se le elezioni nei prossimi mesi vedranno in tutt'Europa la crescita esponenziale della cosiddetta "destra populista euroscettica", l'establishment non avrà altri da incolpare che se' stesso.

Inoltre, ed è il caso di sottolinearlo, per la prima volta in Europa esiste un'entità che lotta per i diritti dei possessori d'armi e che, da novembre 2015, senza soldi per la maggior parte dell'Iter e con nessuna esperienza pregressa, è riuscita a far sì che la proposta, seppur non del tutto respinta, venisse quantomeno profondamente modificata.

Come faranno gli antiarmi a Bruxelles, a Strasburgo e nelle capitali nazionali a liberarsene? Difficile: non accadrà mai. Ormai esiste anche in Europa un fronte di difesa dei diritti dei legali possessori di armi. E non ha intenzione di retrocedere.

I possessori d'armi non hanno diritti, secondo l'UE... come si regoleranno questi alle prossime elezioni?

I possessori d'armi non hanno diritti, secondo l'UE... come si regoleranno questi alle prossime elezioni?

Segnaliamo errore nella traduzione italiana ufficiale del documento pubblicato dal Parlamento Europeo

Segnaliamo errore nella traduzione italiana ufficiale del documento pubblicato dal Parlamento Europeo