Direttiva Europea Armi: comparto italiano compatto per vigilare sul recepimento a livello nazionale delle nuove norme europee

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Direttiva Europea Armi: comparto italiano compatto per vigilare sul recepimento a livello nazionale delle nuove norme europee

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In vista del voto in plenaria a Strasburgo del 14 marzo, il comparto sportivo-venatorio e armiero si è riunito a Roma per valutare il testo finale della direttiva armi e individuare le prossime azioni

In vista della conclusione dell'iter di modifica della direttiva europea sulle armi, il comparto italiano si esprime in maniera unitaria

Si tratta di una prima volta in assoluto: l'intero comparto italiano – produttori e utilizzatori uniti – si esprime sulla direttiva armi, il cui iter di modifica si avvia alla conclusione

Si tratta di una prima volta in assoluto: l'intero comparto italiano – produttori e utilizzatori uniti – si esprime sulla direttiva armi, il cui iter di modifica si avvia alla conclusione

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL SEGUENTE COMUNICATO STAMPA EMANATO OGGI DA ANPAM

I rappresentanti di ANPAM (Associazione Nazionale Produttori di Armi e Munizioni Sportive e Civili), ANPP (Associazione Nazionale Poligoni Privati), ASSOARMIERI (Associazione Nazionale Commercianti Caccia Pesca Sport), Comitato Direttiva 477, FENAVERI (Federazione Nazionale Associazioni Venatorie Riconosciute), FITAV (Federazione Italiana Tiro a Volo) e FITDS (Federazione Italiana Tiro Dinamico Sportivo) si sono riuniti, su proposta di ANPAM, mercoledì 8 marzo 2017 presso il Palazzo delle Federazioni del Coni a Roma con l’obiettivo di creare un maggiore coordinamento di comparto e analizzare insieme il testo finale della Direttiva Armi.

Gli sforzi compiuti nei mesi precedenti hanno consentito di apportare modifiche rilevanti al testo originale della direttiva. Un risultato che, sebbene non del tutto soddisfacente per gli attori coinvolti, ha permesso di limitare in modo significativo l’impatto negativo del testo.

La prima stesura, infatti, prevedeva il bando completo delle armi di categoria B7 (armi semiautomatiche simili alle armi automatiche), l’inclusione dei caricatori nelle parti essenziali, una maggiore limitazione dei colpi nei caricatori rispetto alla normativa nazionale nonché una minore durata delle licenze di porto e detenzione delle armi che avrebbe richiesto una maggiore frequenza dei relativi controlli medici.

Il comparto si impegna a fare fronte comune in fase di implementazione per "neutralizzare", nella legge nazionale, le restanti criticità del testo

Il comparto si impegna a fare fronte comune in fase di implementazione per "neutralizzare", nella legge nazionale, le restanti criticità del testo

Foto di Oleg Volk

Per tali motivi, quindi, le Associazioni e le Federazioni firmatarie hanno riconosciuto e apprezzato il lavoro svolto sin dall’inizio da più parti per emendare i contenuti fortemente penalizzanti della proposta della Commissione europea e per ottenere un testo maggiormente equilibrato.

Da un’approfondita analisi dello scenario politico attuale si ritiene estremamente rischioso, in questa fase, proporre emendamenti, seppure opportuni, in quanto il loro esame comporterebbe la necessità di riaprire le negoziazioni sull’intera direttiva, con la concreta possibilità di reinserimento di pericolose limitazioni, ad oggi scongiurate.

Pertanto i rappresentanti delle Associazioni e delle Federazioni, riuniti per la prima volta insieme intorno ad un tavolo comune, concordano sulla necessità di concentrare l’attenzione e vigilare sul recepimento a livello nazionale della normativa europea, in linea con quanto accade negli altri Stati membri.

Tutti i firmatari, infine, convengono sull’opportunità di sviluppare e applicare un efficace sistema di informazione condivisa su questi temi, nel tentativo di garantire il minor impatto possibile della direttiva sulle attività produttive, sul commercio e sugli utilizzatori finali.


 

L'opinione di Firearms United

Sul comunicato si è espressa anche la rete di Firearms United

Sul comunicato si è espressa anche la rete di Firearms United

Il comunicato stampa congiunto, emesso a firma di una serie di importanti entità del nostro mondo, può a prima vista contenere informazioni già conosciute: il testo non è ideale, ma il comparto è riuscito a disinnescare la folle proposta della Commissione Europea.

I vari stakeholders e molti MEP hanno lavorato in questo senso fino allo stremo e sono da ringraziare. Emendare il testo, per quanto auspicabile, presenta rischi non indifferenti, che tutti conosciamo.

Bisogna battersi, come si sta già facendo in alcuni Paesi con ottimi risultati (ad esempio in Finlandia), perché il recepimento sia il più possibile a nostro favore e non apporti danni al comparto, sia per chi produce, sia per chi commercia, sia per chi possiede e utilizza armi da fuoco.

Fino a qui, tutto vero e niente di particolarmente nuovo. Se avete notato la differenza di strategia fra Firearms United e Comitato Direttiva 477, sappiate che è squisitamente territoriale: si lavora su due campi diversi. Noi dobbiamo pensare alla UE intera e le nostre scelte strategiche sono influenzate da molteplici fattori, il Comitato Direttiva 477 rappresenta gli utilizzatori Italiani, che difende con una serietà e una caparbietà ineccepibili, a nostro modesto parere.

Siamo di fronte alla fine della frammentazione del nostro mondo e all'inizio di un'unità mai vista prima in difesa dei nostri diritti?

Siamo di fronte alla fine della frammentazione del nostro mondo e all'inizio di un'unità mai vista prima in difesa dei nostri diritti?

Questo comunicato, però, palesa qualcosa di molto più importante e vitale per la passione che ci accomuna, il risultato di un enorme lavoro, non privo di difficoltà, svolto dietro le quinte nei mesi passati: per la prima volta allo stesso tavolo, con i medesimi obiettivi, si sono seduti i rappresentanti di ANPAM, ANPP, ASSOARMIERI, Comitato Direttiva 477, FENAVERI, FITAV e FITDS. Tutti nomi che non crediamo abbiano bisogno di presentazioni.

Questo tavolo di lavoro, anche nelle nostre stime più conservative, è un "mostro" in grado di spostare centinaia di migliaia di voti. È quello che nel nostro Paese non c'è mai stato. E' il Comparto, quello con la C maiuscola, quello che comprende tutte le categorie: industria, artigiani, commercianti, cacciatori, tiratori accademici, tiratori ricreativi e dinamici. Ed è quello che, nella fase di recepimento, si presenterà a chi di dovere difendendo le nostre istanze.

Ancora una volta, forse dobbiamo ringraziare la Commissione Europea. Senza il loro attacco ingiustificato, non sarebbe mai nata Firearms United. Senza il loro attacco, forse non avremmo mai avuto questo tavolo. Forse senza il bieco tentativo di utilizzare le stragi di Parigi per disarmare i cittadini rispettosi delle leggi, oggi la "lobby delle armi" sarebbe ancora frammentata e impotente. Oggi la storia è molto, molto diversa.


 

L'opinione del Comitato Direttiva 477

Direttiva Europea Armi: comparto italiano compatto per vigilare sul recepimento a livello nazionale delle nuove norme europee

Direttiva Europea Armi: comparto italiano compatto per vigilare sul recepimento a livello nazionale delle nuove norme europee

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL SEGUENTE COMUNICATO STAMPA EMANATO OGGI DAL COMITATO DIRETTIVA 477 ANPAM

Come già è stato chiarito in passato, il Comitato Direttiva 477 si ritiene assolutamente insoddisfatto dalle modifiche alla direttiva 91/477 anche nell'ultima stesura di compromesso, che sarà discussa e presumibilmente votata il 14 marzo, le quali rappresentano ulteriori ingiuste vessazioni a carico dei cittadini europei che detengono armi e certamente non avranno alcuna utilità nella lotta al terrorismo ed alla criminalità organizzata.

Ma allo stesso tempo non si può non prendere atto dei sostanziali miglioramenti apportati durante il trilogo e del fatto che tali miglioramenti sono da considerarsi straordinari se si considera la disparità delle forze in campo ed è solo grazie agli sforzi eccezionali delle Associazioni e di alcuni europarlamentari, cui va tutta la nostra gratitudine, che si è potuto così tanto limitare i danni.

Noi non dimentichiamo che appena un anno fa non solo abbiamo rischiato concretamente perfino la confisca senza indennizzo di armi demilitarizzate e B7, ma si prendeva in considerazione la proposta di David Cameron di estendere a tutta l'Europa il modello britannico che avrebbe previsto il divieto di possedere quasi tutte le tipologie di armi semiautomatiche! Non si può negare che l'impatto del provvedimento è stato enormemente ridimensionato e, in particolare per noi italiani, siano rimasti pochi punti realmente critici.

Nelle ultime settimane abbiamo ragionato assieme alle altre Associazioni e Federazioni del comparto nazionale sulle reali possibilità di ulteriore miglioramento e sui rischi che queste avrebbero comportato.

Preso quindi atto che, rispetto alla proposta liberticida della Commissione Europea, per quanto sgradevoli ed ingiuste le limitazioni attuali sono di gran lunga inferiori a quelle iniziali e che la presentazione di ulteriori emendamenti con la conseguente riapertura delle negoziazioni (in cui si permetterebbe a Commissione e Consiglio di rientrare in ballo) comporta altissime probabilità di perdere risultati ottenuti con fatica a fronte di scarsissime possibilità di ottenere esigui miglioramenti, l'intero comparto ha dovuto concordare che a questo punto la strategia meno rischiosa per tutti è quella di proteggere i risultati ottenuti in sede europea e concentrarsi fin da subito sulla situazione nazionale e sul recepimento della direttiva.

La differenza di opinione e di strategia in questo specifico frangente nulla toglie al rapporto tra il Comitato D-477 e Firearms United, a cui comunque riconosciamo di aver intrapreso una strada coraggiosa sebbene non valutiamo allo stesso modo probabilità di peggioramento e possibilità di miglioramento. A parer nostro il loro lavoro ed i loro risultati sono già stati straordinari senza dover correre ulteriori rischi ma non v'è dubbio che, qualora dovesse risultare vincente la loro strategia, senz'altro ne saranno riconosciuti da tutti gli ulteriori meriti. 

Dobbiamo infine constatare che un altro importante risultato è stato ottenuto e sarà tesoro per il futuro: tanto a livello europeo quanto a livello nazionale è stato ormai riconosciuto pienamente che l'unica strada per resistere ai continui attacchi che subiamo e subiremo è quella che ci vede uniti. Firearms United - in qualità di confederazione di associazioni nazionali - e il nuovo tavolo di lavoro avviato con l'intero comparto italiano permetteranno in futuro di essere più reattivi e ancora più efficaci di fronte a chi vuole erodere progressivamente i nostri diritti.

La presa di posizione congiunta e l'impegno di collaborazione tra le principali Associazioni e Federazioni italiane è un passo storico in cui il Comitato, che da due anni si prodiga per la compattazione del comparto, può rivendicare fieramente un ruolo determinante.

Dobbiamo quindi oggi ingoiare un boccone amaro e consolarci pensando ai pericoli scampati, consci del fatto che uno schiaffo è meno doloroso di una coltellata ma ugualmente ingiusto, eppure allo stesso tempo possiamo prendere atto del fatto che è stata presa una nuova direzione nella difesa dei diritti dei cittadini che sicuramente sarà una ulteriore garanzia a tutela di tutti.

E chissà che in futuro non potremo abbandonare la sola posizione di difesa e cominciare a giocare in attacco per riappropriarci di alcuni diritti che, senza alcuna giustificazione logica, ci sono stati portati via nel passato più recente.


 

L'opinione di GUNSweek.com

La vita è tutto quello che succede mentre passiamo il tempo a fare progetti

Questa famosa frase di John Lennon è fondamentalmente valida, ma non siamo suoi seguaci particolari, e ve ne offriamo quindi una lettura più estesa: "la vita è tutto quello che accade mentre perdiamo tempo, denaro e salute a rimettere a posto disastri economici e sociali causati da persone senza competenza, ma ossessionate dal desiderio di poter... negare qualcosa, a qualcuno. Schiacciandone i diritti, sempre con la scusa di dover tutelare qualcosa di più importante".
Il modo più basso di dimostrare di avere potere. Come la storia insegna... a chi vuole imparare.

Il Direttore / Bruno Circi