• Restrizioni UE sulle armi: pubblicata la direttiva

Pubblicata la nuova Direttiva Europea Armi

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Pubblicata la nuova Direttiva Europea Armi

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Il testo definitivo della nuova direttiva UE sulle armi è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea: inizia la battaglia per l'implementazione!

Pubblicata la direttiva: è ora necessario combattere affinché l'ingiustizia non si consumi del tutto!

Approvata dall'Europarlamento lo scorso marzo, la nuova versione della direttiva europea sulle armi è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE il 24 maggio 2017

Approvata dall'Europarlamento lo scorso marzo, la nuova versione della direttiva europea sulle armi è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE il 24 maggio 2017

Approvata dall'Europarlamento lo scorso marzo, la nuova versione della direttiva europea sulle armi – ora denominata 2017/853/UE – è stata pubblicata ieri, 24 maggio 2017, sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea.

Questo era l'ultimo atto prima di passare all'implementazione ufficiale: il documento entra in vigore il 13 giugno 2017, e gli Stati membri avranno tempo fino al 13 settembre 2018 per recepirla nelle normative nazionali.

Restano da promulgare alcuni regolamenti a cui essa fa riferimento. Tra questi le nuove regole sulla marcatura, le armi a salve e sulla disattivazione delle armi, per porre rimedio alla confusione causata da quello emanato dalla Commissione Europea alla fine del 2015.

Comincia ora la lunga battaglia per l'implementazione!

Comincia ora la lunga battaglia per l'implementazione!

Foto di Oleg Volk

L'inizio di un nuovo percorso

Non c'è dubbio che alcune delle misure intese dalla Commissione Europea, esplicitamente mirate alle armi moderne, siano state respinte

Non c'è dubbio che alcune delle misure intese dalla Commissione Europea, esplicitamente mirate alle armi moderne, siano state respinte

«Il nostro sforzo collettivo ha fatto naufragare gli "ambiziosi piani" della Commissione Europea, che avrebbero portato alla confisca e alla distruzione di tutte le armi automatiche e di quasi tutte le armi semi-automatiche,» ha dichiarato Stephen Petroni, presidente della Fondazione delle Società Europee dei Collezionisti d'Armi (FESAC).
«I prossimi quindici mesi saranno critici: i nostri colleghi in ciascun Stato Membro dovranno combattere per assicurarsi che le autorità nazionali si limitino al minimo indispensabile di nuove norme introdotte dalla nuova direttiva

Una lotta tutt'altro che impossibile, dato che – come ricorda oggi Firearms United – di fatto questo testo è stato scritto in modo da permettere agli Stati che lo avevano richiesto la possibilità di una messa al bando totale di alcuni tipi di armi, lasciando ampie "scappatoie" a quei governi che invece non vogliono calpestare inutilmente i diritti dei propri cittadini.

Cavalcando la scusa politica degli attentati terroristici, la Francia è stata una dei principali Sponsor del giro di vite in sede europea, e oggi – assieme a Germania e Olanda – stia creando problemi inutili a quei suoi cittadini che desiderano partecipare allo IPSC Rifle World Shoot 2017 in Russia. Che siano provvedimenti inutili non lo diciamo noi: lo dimostrano i fatti Manchester e tutti gli altri attentati degli ultimi 18 mesi.

Il pericolo tuttavia sussiste, e rischiano ancora una volta di essere colpite armi d'importante valore storico

Il pericolo tuttavia sussiste, e rischiano ancora una volta di essere colpite armi d'importante valore storico

E di fatto il rischio è che alcuni governi europei vogliano adottare linee eccessivamente restrittive.

Lo stesso Network di Firearms United lancia l'allarme sulla promulgazione, in Francia, del Decreto 2017-909 che obbliga immediatamente tutti i possessori di armi semi-automatiche alimentate a nastro convertite a partire da armi automatiche a versarle senza indennizzo (cosa contraria allo stesso diritto europeo!) o a disattivarle.

E le voci parlano di un nuovo decreto di questo tipo in arrivo che potrebbe colpire solo i fucili demilitarizzati o addirittura tutte le varianti di AR-15 ed AK-47.

È quantomai necessario associarsi ora a quelle organizzazioni che combatteranno per preservare lo Status Quo

È quantomai necessario associarsi ora a quelle organizzazioni che combatteranno per preservare lo Status Quo

Foto di Oleg Volk

Si apre nel frattempo la strada dei ricorsi

Si apre nel frattempo la strada dei ricorsi

I tiratori italiani possono quantomeno esser felici del fatto che una tale misura nel nostro Paese sarebbe impossibile per motivi di carattere legale e costituzionale, e che l'intero comparto è per la prima volta unito nel fare pressione verso un'implementazione che salvaguardi lo Status Quo. La rete di Firearms United è rappresentato, in tale fronte, dal Comitato Direttiva 477.

È nel frattempo confermato che saranno aditi dei ricorsi contro la nuova direttiva europea. Il più importante, da tempo annunciato, è quello che sarà presentato dal governo della Repubblica Ceca; le basi per la causa di fronte alla Corte Europea di Giustizia ci sono tutte, dalla violazione delle regole REFIT alla mancanza di un Impact Assessment, dalla violazione delle regole di sussidiarietà e proporzionalità alla ben nota falsificazione dei dati da parte della Commissione Europea e di altre istituzioni dell'UE.

Non resta dunque che attendere gli sviluppi futuri

Clicca qui per leggere e scaricare il testo della nuova Direttiva 2017/853/UE del Parlamento Europeo