• Comitato Direttiva 477: buon inizio al Senato per il recepimento della Direttiva UE

Comitato Direttiva 477: buon inizio al Senato per il recepimento della Direttiva UE

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Comitato Direttiva 477: buon inizio al Senato per il recepimento della Direttiva UE

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Il Comitato Direttiva 477 commenta il passaggio al Senato della legge-delega, molto ristretta, che segna l'inizio dell'iter di recepimento nella normativa nazionale della nuova direttiva europea sulle armi

Pubblichiamo di seguito, integralmente, il commento del Comitato Direttiva 477 sul passaggio al Senato della legge-delega di recepimento della direttiva europea sulle armi.

Il Comitato Direttiva 477 commenta la legge-delega sul recepimento della direttiva UE sulle armi, approvata dal Senato il 13 giugno

Il Comitato Direttiva 477 commenta la legge-delega sul recepimento della direttiva UE sulle armi, approvata dal Senato il 13 giugno


È stata inserita ieri al Senato, con un emendamento del relatore, la direttiva armi 91/477/CEE tra quelle di cui alla legge comunitaria che sarà approvata presumibilmente ad agosto. Tale legge conferisce la delega al governo di predisporre il decreto legislativo tramite il quale, previa conferma della Camera dei Deputati e del Senato, si darà attuazione in Italia al recepimento delle modifiche alla direttiva europea.

È senz'altro positivo il fatto che non siano state al momento conferite deleghe "allargate", come nel 2008, pertanto il governo che porterà a termine il recepimento nel 2018, qualunque esso sia, non potrà occuparsi di argomenti estranei a quelli previsti nella direttiva.

Siamo quindi, in teoria, al riparo da eventuali restrizioni estranee.

Occorre comunque vigilare affinché alla Camera dei Deputati la delega non venga estesa, dopo di che inizierà il recepimento vero e proprio. Il termine per il recepimento è stato fissato al 14 settembre 2018 e, se non vi saranno stravolgimenti al successivo passaggio alla Camera, possiamo dire di essere partiti con il piede giusto.


La delega per il recepimento della direttiva sulle armi sarà probabilmente inserita nella legge comunitaria ad agosto

La delega per il recepimento della direttiva sulle armi sarà probabilmente inserita nella legge comunitaria ad agosto

Foto di Oleg Volk

Siamo sulla buona strada per la preservazione, per quanto possibile, dello Status Quo?
Solo l'impegno di tutta la nostra categoria riuscirà ad assicurare che si evitino restrizioni inutili!

Il commento di GUNSweek.com

Il Comitato Direttiva 477 ha chiarito da tempo quali sono i punti che intende perseguire in fase di recepimento della direttiva europea sulle armi

Il Comitato Direttiva 477 ha chiarito da tempo quali sono i punti che intende perseguire in fase di recepimento della direttiva europea sulle armi

L'annuncio di una legge-delega per il recepimento della direttiva europea sulle armi – che prelude ad un decreto legislativo – deve essere motivo per la comunità dei possessori d'armi di mantenere un buon livello d'allerta, senza tuttavia lasciarsi andare ad inutili allarmismi.

È infatti così – con legge-delega e in seguito decreto legislativo, e non tramite legge ordinaria del Parlamento – che vengono routinariamente recepite le normative comunitarie. In questo caso, in seguito al parere non vincolante delle Commissioni parlamentari, il Governo assegna il compito al ministero competente (nel nostro caso, il Ministero dell'Interno), che a sua volta delega la stesura del documento in questione all'ufficio preposto – ovvero, in questo caso, l'ufficio di Pubblica Sicurezza.

A differenza di quanto accadde nel 2009 e poi nel 2013, la delega uscita dal Senato – fatte salve modifiche in sede di Camera dei Deputati, che però devono essere viste come non probabilissime dato l'attuale clima politico – è decisamente meno ampia e dunque si presta meno ad eventuali interpretazioni restrittive.

Se le cose dovessero andare come sempre accaduto in fatto di armi, e se come già scritto sarà lasciato al Ministero dell'Interno il compito di redigere il testo di recepimento della direttiva UE sulle armi, il comparto per una volta unito potrebbe ottenere risultati decisamente positivi.

La delega del 2009 era amplissima e in buona parte poco attinente con la direttiva

La delega del 2009 era amplissima e in buona parte poco attinente con la direttiva

A chi teme che, in seguito alla promulgazione di una legge-delega, si possa arrivare ad eccessi, risponde Giulio Magnani – Presidente del Comitato Direttiva 477 – che ricorda come nell'ultimo caso la delega fosse molto più ampia di quanto uscito il 13 luglio al Senato, e in gran parte non attinente ai contenuti della direttiva, cosa che ha consentito l'imposizione in seguito di ulteriori restrizioni:


 

Articolo 36
(Delega al Governo per l'attuazione della direttiva 2008/51/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, che modifica la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi)

1. Nella predisposizione del decreto legislativo per l'attuazione della direttiva 2008/51/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, che modifica la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi, il Governo è tenuto a seguire, oltre ai principi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 2, anche i seguenti ulteriori principi e criteri direttivi:

a) prevedere la definizione delle armi da fuoco, delle loro parti, delle loro parti essenziali e delle munizioni, nonché delle armi per uso scenico e disattivate, degli strumenti per la segnalazione acustica e per quelle comunque riproducenti o trasformabili in armi, individuando le modalita' per assicurarne il più efficace controllo;

b) adeguare la disciplina relativa all'iscrizione nel Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo, anche al fine di assicurare, in armonia con le disposizioni della Convenzione sul reciproco riconoscimento delle punzonature di prova delle armi da fuoco portatili, adottata a Bruxelles il 1° luglio 1969, di cui alla legge 12 dicembre 1973, n. 993, la pronta tracciabilità delle armi da fuoco, delle loro parti, delle loro parti essenziali e delle munizioni;

c) razionalizzare e semplificare le procedure in materia di marcatura delle armi da fuoco, delle loro parti essenziali e delle munizioni, attribuendo al Ministero dell'interno le relative competenze di indirizzo e vigilanza, al fine della pronta tracciabilità e del controllo sull'uso delle stesse, anche mediante il rilascio di speciali autorizzazioni su tutte le attività di tiro e sulla ricarica delle munizioni;

d) prevedere la graduale sostituzione dei registri cartacei con registrazioni informatizzate ai fini dell'attività di annotazione delle operazioni giornaliere svolte, richieste ai titolari delle licenze di pubblica sicurezza concernenti le armi e le munizioni, garantendo l'interoperabilità con i relativi sistemi automatizzati del Ministero dell'interno e la conservazione dei dati per un periodo minimo di cinquanta anni dalla data dell'annotazione stessa;

e) prevedere il controllo dell'immissione sul mercato civile di armi da fuoco provenienti dalle scorte governative, nonché procedure speciali per la loro catalogazione e marcatura;

f) prevedere speciali procedimenti per la catalogazione e la verifica delle armi semiautomatiche di derivazione militare, anche ai fini dell'autorizzazione per la loro detenzione;

g) adeguare la disciplina in materia di tracciabilità e tutela delle armi antiche, artistiche e rare e delle relative attività di raccolta ai fini culturali e collezionistici;

h) determinare le procedure, ordinarie e speciali, per l'acquisizione e la detenzione delle armi, anche attraverso la previsione dei requisiti necessari, anche fisici e psichici, degli interessati all'acquisizione e alla detenzione di armi, al fine di evitare pericoli per gli stessi, nonché per l'ordine e la sicurezza pubblica, prevedendo a tal fine un'idonea informazione alle persone conviventi con il richiedente e anche lo scambio protetto dei dati informatizzati tra il Servizio sanitario nazionale e gli uffici delle Forze dell'ordine, utili a prevenire possibili abusi da parte di soggetti detentori di armi da fuoco;

i) adeguare la disciplina per il rilascio, rinnovo e uso della Carta europea d'arma da fuoco;

l) disciplinare, nel quadro delle autorizzazioni contemplate nell'articolo 31 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773, le licenze di polizia per l'esercizio delle attività di intermediazione delle armi e per l'effettuazione delle singole operazioni;

m) prevedere specifiche norme che disciplinino l'utilizzazione, il trasporto, il deposito e la custodia delle armi, anche al fine di prevenirne furti o smarrimenti;

n) prevedere l'introduzione di sanzioni penali, nei limiti di pena di cui alla Legge 2 ottobre 1967, n. 895, ed alla Legge 18 aprile 1975, n. 110, per le infrazioni alle disposizioni della legislazione nazionale di attuazione della direttiva 2008/51/CE.

2. Dall'attuazione della delega di cui al presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

3. Agli adempimenti derivanti dall'esercizio della delega di cui al presente articolo le Amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

I presupposti per l'ottenimento di buoni risultati sono senz'altro migliori rispetto a quelli che hanno portato alla legge 204/2011, al Decreto Legislativo 121/2013 e alla legge 43/2015

I presupposti per l'ottenimento di buoni risultati sono senz'altro migliori rispetto a quelli che hanno portato alla legge 204/2011, al Decreto Legislativo 121/2013 e alla legge 43/2015

Foto di Oleg Volk

È inoltre il caso di ricordare che il Decreto Legislativo 121/2013 e la Legge 43/2015 hanno rinormato in tempi molto recenti alcuni dei punti-chiave interessati dalla nuova direttiva – in maniera anche più restrittiva rispetto a quanto stabilito nel testo uscito a gennaio dal Parlamento Europeo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE a maggio – e dunque un recepimento quanto più possibile Soft potrebbe risultare vantaggioso anche agli occhi dello stesso Ministero, nonché dell'esecutivo e dunque della maggioranza parlamentare dato il clima politico che si respira in questo periodo.

Il Comitato Direttiva 477 ha da tempo stabilito il programma che intende perseguire nel corso dei colloqui relativi alla stesura di quello che sarà il decreto legislativo di recepimento. Tutto dipenderà, ovviamente, dall'appoggio che la comunità dei possessori d'armi vorrà dare al Comitato – facente parte della rete di Firearms United.

Sostenete il Comitato Direttiva 477 – facente parte della rete di Firearms United – per far valere i vostri diritti contro gli attacchi dei disarmisti di Roma e Bruxelles!

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