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L'UE tenta di nuovo il divieto delle munizioni al piombo: questa volta “totale”!

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L'UE tenta di nuovo il divieto delle munizioni al piombo: questa volta “totale”!

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Per la terza volta in tre anni, la Commissione Europea e l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) tornano all'attacco sulle munizioni al piombo. Non paghi delle restrizioni per la caccia nelle zone umide, stavolta si pensa ad una messa al bando totale, per tutti gli usi civili, tiro sportivo compreso. E si parla anche dei pesi da pesca...

European Chemicals Agency

European Chemicals Agency

Non è la prima volta che ne parliamo: a settembre 2017 e poi a novembre 2018 vi riferimmo del tentativo da parte della Commissione Europea, per il tramite dell'ECHA – l'Agenzia europea per le sostanze chimiche – di imporre un divieto totale alla commercializzazione e all'uso civile di munizioni contenenti piombo, e persino dei pesi per esche da pesca in piombo, non più limitato solo alla caccia e alle zone umide come annunciato inizialmente, ma per ogni uso civile e in ogni ambiente, con impatto diretto su ogni genere di campi di tiro (al chiuso, all'aperto) e quindi ogni attività di tiro sportivo.

Come sappiamo, quando si parla di limitare i diritti e le prerogative dei cittadini onesti, l'UE gioca sul lungo periodo e punta a prenderci per stanchezza. Ignorando le indicazioni di eminenti organizzazioni internazionali attive nella protezione ambientali, tra cui lo IUCN, nonché ricerche come quelle dell'Istituto di ricerca del Ministero della Difesa norvegese che nel 2015 sfatò il mito della non pericolosità per l'uomo delle emissioni di polveri e vapori derivanti dall'uso di munizioni senza piombo, in particolar modo nei poligoni al chiuso, lo scorso 16 luglio la Commissione Europea ha inviato al direttore dell'ECHA una lettera di raccomandazioni per l'emissione di un regolamento di divieto specifico sulle munizioni al piombo in tutti gli usi civili.

La lettera, datata 16 luglio, è stata inviata all'attenzione di Bjorn G. Hansen, direttore dell'ECHA, dai Commissari europei all'ambiente e all'imprenditoria. Il testo è in inglese; poiché molti dei nostri lettori potrebbero non aver familiarità con la lingua, ne forniamo qui di seguito una traduzione in modo che chi ci segue possa aver chiaro il livello di pericolo a cui andiamo incontro come categoria.

Chi volesse leggere la versione originale in inglese può scaricarla direttamente dal sito dell'ECHA – a riprova del fatto che si tratta di un documento ufficiale e non di Fake News – oppure direttamente dal nostro sito dove resta a disposizione nel caso il documento dovesse essere rimosso dal sito ECHA.

Nota all'attenzione di Mr. Bjorn G. Hansen, direttore esecutivo, ECHA

Oggetto: richiesta all'Agenzia Europea per le sostanze chimiche per la preparazione di una proposta di restrizioni all'immissione sul mercato e all'uso del piombo nelle munizioni (per armi a canna liscia e rigata) e nei pesi per esche da pesca come da Allegato XV del regolamento REACH

Nel settembre del 2018, l'ECHA ha pubblicato i risultati di uno studio sul piombo contenuto nelle munizioni spezzate usate in ambienti terrestri, in altre tipologie di munizioni, e nei pesi per esche da pesca. Tale rapporto si basa sui risultati del dossier di cui all'Allegato XV riguardo alle restrizioni all'uso di munizioni spezzate a base di piombo nelle zone umide, e fa seguito alla richiesta della Commissione di raccogliere informazioni per la valutazione dei rischi e dell'impatto socioeconomico legati alla possibile imposizione di restrizioni all'uso di munizioni a base di piombo per altri usi, tra cui la caccia in terreni diversi dalle zone umide e il tiro sportivo, nonché all'uso di pesi in piombo per la pesca. In base alle conclusioni del rapporto, esistono sufficienti prove dei rischi legati a tali usi del piombo per giustificare ulteriori regolamentazioni.

Tenendo nel dovuto conto le prove presentate e le conclusioni di cui alle indagini per il rapporto ECHA, la Commissione gradirebbe chiedere all'ECHA di redigere un dossier di cui all'Allegato XV come da Articolo 69(1) del regolamento REACH in vista di potenziali restrizioni all'immissione sul mercato e all'uso di munizioni a base di piombo, p.e. munizioni spezzate usate in terreni diversi dalle zone umide e munizioni di diverso tipo usate sia in terreni umidi che altrove, nonché all'uso di pesi per esche da pesca a base di piombo, al fine di arginare i rischi che tali articoli comportano.

In tale dossier per l'Allegato XV, l'ECHA dovrà tenere in debito conto anche aspetti legati alla tutela degli animali, tesi ad esempio ad evitare sofferenze alla fauna in contesti venatori, e aspetti legati ai potenziali incidenti a cacciatori e tiratori sportivi nell'uso di munizioni a base di piombo e loro alternative. Particolare attenzione dovrà essere posta sulle differenze tra le diverse tipologie di munizioni (es. ogive, munizioni spezzate, ecc.). Come da nostra iniziale richiesta di cui al 3 dicembre 2015, il dossier non dovrà riguardare le munizioni impiegate dalle forze militari.

L'ECHA dovrà puntare a raccogliere le necessarie informazioni nel processo di sviluppo dell'Allegato XV il prima possibile, al fine di individuare alternative percorribili per imporre restrizioni mirate a scongiurare i rischi connessi all'uso di ciascuno degli articoli in oggetto (es. munizioni spezzate, munizioni di diverso tipo, pesi per esche da pesca), al fine di stabilire un chiaro scopo delle opzioni restrittive suggerite e fornire una valutazione approfondita delle opzioni più realistiche, così che il comitato per la valutazione dei rischi (RAC) e il comitato per l'analisi socioeconomica (SEAC) abbiano a loro disposizione tutte le informazioni e le analisi necessarie a definire, nell'elaborazione delle loro opinioni, quale proposta restrittiva sia la più appropriata, e per informare e supportare la Commissione nelle sue decisioni legate alla gestione dei rischi. Tali richieste sono in linea con la politica di "Migliore regolamentazione" della Commissione.

L'ECHA dovrà inserire nel Registro delle Intenzioni (RoI) le sue proposte restrittive entro e non oltre un mese dal ricevimento di questa lettera, e iniziare il lavoro sul dossier il prima possibile.

Gradiremmo ricevere dall'ECHA conferma che questa nostra richiesta è stata accolta.

Firma elettronica:

Carlo Pettinelli
Direzione generale per il mercato interno, industria, imprenditoria e PMI

Kestutis Sadauskas
Direzione Generale per l'ambiente

L'UE tenta di nuovo il divieto delle munizioni al piombo: questa volta “totale”!
L'UE tenta di nuovo il divieto delle munizioni al piombo: questa volta “totale”!

Che cosa rischiamo?

L'UE tenta di nuovo il divieto delle munizioni al piombo: questa volta “totale”!

A lanciare l'allarme è stata la FACE, con un annuncio dello scorso 28 agosto.

Come è possibile vedere, lo scopo qui è dichiarato e palese: un divieto totale dell'impiego di munizioni a base di piombo, e persino dei pesi da pesca a base di tali materiali. I rischi per il nostro mondo sono stati illustrati in parte nel nostro articolo del settembre 2017, ma un riassunto è d'obbligo:

  • Perdita di prestazioni e maggiore usura nelle armi da fuoco: i passi di rigatura sulle canne della maggior parte delle pistole, dei fucili e delle carabine da tiro, da difesa e per impieghi tattici oggi disponibili sul mercato sono calcolati per la stabilizzazione di munizioni che – pur con variazioni di grammatura – si basano sul piombo o su altri materiali paragonabili per densità o peso specifico; lo stesso dicasi per la costruzione delle loro componenti chiave.
    Obbligare i tiratori all'uso di munizioni realizzate in materiali più densi e pesanti finirebbe per mandare a bagno tutti i complessi calcoli su cui si basano sia la stabilizzazione delle munizioni data dal passo di rigatura delle canne che la durata di vita operativa delle componenti, rendendo le armi molto meno precise e più prone all'usura.
     
  • Impossibilità di usare munizioni di piccolo calibro molto popolari come il .22 Long Rifle, che esistono pressoché soltanto con palla nuda in piombo date le dimensioni ridotte.
     
  • Impossibilità di usare armi da fuoco diverse da quelle di ultima e ultimissima produzione: c'è un motivo per cui le canne dei fucili da caccia, oggi, sono provate a pressioni di 1630 BAR e marcate "Giglio" dai banchi di prova a norma CIP, e questo motivo è che le munizioni in materiali alternativi sviluppano pressioni molto più elevate rispetto alle munizioni a base di piombo.
    Il divieto di utilizzare munizioni a base di piombo renderebbe impossibile, perché non sicuro, l'uso di armi diverse da quelle prodotte con le tecnologie più recenti, costringendo di fatto al pensionamento forzato tutte le ex-ordinanza e molte armi venatorie e sportive prodotte nei decenni passati.
  • Aumento dei costi: oltre a doversi sobbarcare i costi per l'acquisto di armi impiegabili con munizioni a base di materiali alternativi, i tiratori dovrebbero affrontare ulteriori spese per acquistare munizioni a base di acciaio – che notoriamente presentano costi più elevati rispetto a quelle a base di piombo, e sottopongono le canne a un più elevato livello di usura – o di altri materiali alternativi. Laddove essi dovessero essere sviluppati per offrire le stesse caratteristiche metallurgiche del piombo, il costi di ricerca, sviluppo e industrializzazione potrebbero potenzialmente far crescere i costi per l'utente finale nel breve e medio periodo.
    Nei Paesi dove le restrizioni all'uso di munizioni al piombo ha costretto i cacciatori a sobbarcarsi tali spese ulteriori, in molti casi – Italia inclusa! – il risultato è stato un drastico calo del numero di cacciatori attivi.
Specie a rischio #1: CACCIATORI

Specie a rischio #1: CACCIATORI

Specie a rischio #2: TIRATORI

Specie a rischio #2: TIRATORI

Specie a rischio #3: PESCATORI

Specie a rischio #3: PESCATORI

Perché lo fanno?

Escludendo le motivazioni di facciata – ovvero la tutela ambientale – dato che l'evidenza scientifica sembrerebbe puntare in direzione del tutto diversa rispetto alle conclusioni dell'ECHA, tanto che in anni recenti una richiesta simile è stata rifiutata persino nel disarmatissimo Regno Unito, la più ovvia conclusione è che questo reiterato attacco ha lo scopo di distruggere indirettamente l’industria armiera civile e tutte le attività sportive ad essa collegate.

L'UE tenta di nuovo il divieto delle munizioni al piombo: questa volta “totale”!

Del resto, gli sforzi della comunità europea dei detentori di armi – rappresentata da organizzazioni come Firearms United – ha fatto in modo che la Commissione Europea fallisse nel tentativo di imporre le restrizioni originariamente previste dalla nuova Direttiva Europea sulle armi: una sconfitta che ancora brucia. Unitamente al fatto che, come riporta in questi giorni la stampa svedese, ben venti Stati membri su ventisette ancora non hanno recepito, in tutto o in parte, la nuova direttiva, ciò impedisce di fatto la riapertura del dossier a breve termine.

Ecco dunque che per "mantenere la tabella di marcia" sul disarmo forzato dei cittadini europei è necessario ricorrere a vie traverse, imponendo ad esempio misure che aumentino i costi per l'utente finale e inducano quanti più cacciatori e tiratori sportivi ad abbandonare i loro hobby e le loro passioni.

E per evitare "intoppi", lo si fa non tramite il Parlamento Europeo – unica istituzione UE ad essere democraticamente eletta dai cittadini dei Paesi membri e dunque da essi influenzabile – ma tramite corpi burocratici e scientifici come l'ECHA, che rispondono solo alla Commissione Europea e non sono obbligati ad ascoltare i pareri e le richieste dei cittadini.

L'unica fortuna, in questa tempesta, è che la FACE e le associazioni industriali del settore fanno parte dei corpi consultivi che potranno avere influenza sul processo decisionale. Come sempre ricordiamo che non è il momento di farsi prendere dal panico e di correre a comprare, o peggio ancora, di smettere di comprare munizioni a base di piombo o pesi per esche da pesca in piombo: le tempistiche sono e saranno ancora lunghe. Bisognerà comunque tenere occhi e orecchie ben aperti, e prepararsi a qualsiasi mobilitazione.

GUNSweek.com cercherà di mantenere la comunità degli armigeri europei informata sull'evolversi di questa situazione e sulle eventuali misure da adottare.

Mala tempora currunt...