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Fucile d'assalto IPI Malyuk: il difensore di Kiev

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Fucile d'assalto IPI Malyuk: il difensore di Kiev

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I reportage dal conflitto ucraino nell'ultimo mese hanno spesso mostrato immagini di truppe del governo di Kiev equipaggiate di un curioso fucile d'assalto Bull-Pup: si tratta del Malyuk, noto anche come "Vulkan", prodotto da un'azienda di Kiev. Vediamolo assieme.

Le immagini del conflitto in Ucraina, portate dalla stampa internazionale sugli schermi televisivi di tutto il mondo, hanno portato all'attenzione degli appassionati di armi un fucile d'assalto Bull-Pup finora sconosciuto ai più, vistosi soprattutto tra i membri della Guardia Nazionale e delle Forze Speciali ucraine.

 

L'arma in questione è il fucile d'assalto IPI "Malyuk", noto anche come "Vulkan", sviluppato e prodotto dall'azienda IPI - InterProInvest, con sede a Kiev. Ma di cosa si tratta?

Fucile d'assalto IPI Malyuk – versione calibro 5.45x39mm M74

Fucile d'assalto IPI Malyuk – versione calibro 5.45x39mm M74

Fucile d'assalto IPI Malyuk – versione calibro 7.62x39mm

Fucile d'assalto IPI Malyuk – versione calibro 7.62x39mm

Le origini del Malyuk (o "Vulkan" che dir si voglia) si possono far risalire alla metà degli anni '90, quando il centro scientifico statale per la meccanica di precisione di Kiev presentò il prototipo di un fucile d'assalto Bull-Pup basato sulla meccanica dell'AK, denominato Vepr (nessuna correlazione con la linea di armi sportive e venatorie prodotta dall'azienda russa Molot e che porta lo stesso nome), che avrebbe dovuto sostituire proprio gli AK in servizio presso le Forze Armate ucraine a partire dal 2003.

Il fucile d'assalto Malyuk in smontaggio da campagna: la derivazione AK è assolutamente evidente

Il fucile d'assalto Malyuk in smontaggio da campagna: la derivazione AK è assolutamente evidente

Un'ampia serie di motivi, di natura soprattutto economica, causò l'abbandono del progetto; l'interesse nel concetto, da parte sia delle Forze Armate ucraine che di investitori privati, non scemò, e un'azienda privata – la IPI, in cui trovarono collocazione anche alcuni dei tecnici che avevano lavorato allo sviluppo del Vepr – ne riprese lo sviluppo con la denominazione di "Vulkan" a partire dal 2005, per poi presentare la versione definitiva, denominata appunto Malyuk ("Ragazzino" in lingua ucraina) in occasione dell'edizione 2015 della fiera specializzata Arms and Security di Kiev.

 

Oltre all'impiego da parte delle forze ucraine, il fucile Malyuk è stato reso disponibile per l'export anche sui mercati militari internazionali, tramite i conglomerati statali SpetsTechnoExport e UkrSpetsExport.

Fucile d'assalto IPI Malyuk: il difensore di Kiev
Fucile d'assalto IPI Malyuk: il difensore di Kiev

Tecnicamente il Malyuk è una conversione bull-pup della piattaforma AK, e come tale è disponibile sia come arma nuova prodotta interamente in Ucraina, sia come Kit di conversione per fucili Kalashnikov pre-esistenti; la conversione è tuttavia permanente, e richiede alcune importanti modifiche all'arma originale.

 

Il Malyuk può essere camerato in tre calibri: 7.62x39mm, 5.45x39mm e 5.56x45mm NATO. I caricatori sono rispettivamente gli stessi della piattaforma AK-47/AKM, AK-74, e delle versioni in calibro 5.56mm della serie AK100.

Il sistema di raffreddamento per convezione dell fucile d'assalto Malyuk

Il sistema di raffreddamento per convezione dell fucile d'assalto Malyuk

L'arma si basa su un castello, una canna, un gruppo-otturatore e un pacchetto di scatto originali AK, a cui vengono applicate componenti in polimero cave e traforate che facilitano il raffreddamento per convezione durante l'impiego a raffica.

 

La manetta d'armamento viene rimossa dal gruppo otturatore, e sostituita con un manicotto che circonda il pistone a corsa lunga ed è installabile sul lato destro o sinistro. Una sicura manuale a traversino si trova all'altezza dell'impugnatura, la leva del selettore resta la medesima dell'originale ma è sostituibile con una a profilo più basso.

Per il fucile d'assalto Malyuk è disponibile un silenziatore proprietario

Per il fucile d'assalto Malyuk è disponibile un silenziatore proprietario

Il grilletto si collega al pacchetto di scatto tramite una lunga barra di trasferimento, a cui se ne aggiunge un'altra che si collega alla leva di sgancio del caricatore. Il "secondo grilletto" inserito dietro il primo, infatti, attiva quest'ultima e consente di sganciare il caricatore, che viene espulso "in caduta libera" proprio come sulle più moderne armi occidentali. In virtù di ciò anche il reinserimento è facilitato.

 

La finestra d'espulsione si trova sul solo lato destro, ma è munita di deflettore imperniato sul coperchio superiore per consentire l'impiego anche dalla spalla sinistra. Il Malyuk viene fornito di una rotaia Picatinny a piena lunghezza sul castello superiore, che consente l'installazione di ottiche o mire abbattibili, e di un'astina rotaiata per accessori tattici. Il rompifiamma di tipo AK-74 è amovibile e sostituibile con un silenziatore proprietario.

Fucile d'assalto IPI Malyuk: il difensore di Kiev
Del "Malyuk" esiste anche una versione civile, denominata "Malyuk K-01" in calibro 7.62x39mm e "Malyuk K-02" in .223 Remington

Del "Malyuk" esiste anche una versione civile, denominata "Malyuk K-01" in calibro 7.62x39mm e "Malyuk K-02" in .223 Remington

Controllabile e ben bilanciato – sia secondo l'azienda produttrice che in base al feedback finora fornito dagli utilizzatori – il fucile d'assalto Malyuk è lungo in tutto 71 centimetri, presenta una canna da 415 mm in tutti i calibri, offre un rateo di fuoco di 660 colpi al minuto, ed è disponibile anche in una variante da tiratore designato, integralmente silenziata, denominata Shepit.

 

L'azienda produttrice ne offre anche una versione solo semi-automatica per i mercati civili denominata Malyuk K, disponibile in versione calibro 7,62x39mm (con denominazione K-01) e in calibro .223 Remington (con denominazione K-02).

Al momento non risulta che la versione civile fosse già disponibile fuori dall'Ucraina prima della guerra; quando il conflitto sarà concluso, non sarebbe male se l'azienda produttrice potesse concludere dei contratti per l'export, anche solo dei kit di conversione, con distributori occidentali. Potrebbe essere un volano per il rilancio economico postbellico.

Fucile d'assalto IPI Malyuk: il difensore di Kiev

Nonostante il Malyuk mantenga alcuni svantaggi tipici dell'assetto Bull-Pup, quali ad esempio il peso e la lunghezza della corsa dello scatto, tutti i rapporti sinora disponibili tendono ad indicare che si tratti della conversione meglio riuscita vista fino ad oggi sui mercati globali, quantomeno per quanto riguarda la piattaforma AK.

 

Per chi volesse saperne di più, la famosa rivista statunitense Small Arms Defense Journal ha pubblicato un dettagliato articolo sul fucile d'assalto Malyuk sul numero di settembre 2021. All'epoca non si poteva certo sospettare che questo misconosciuto Bull-Pup ucraino si sarebbe trovato in prima linea in un conflitto che cambierà probabilmente il corso della storia.

VIDEO / Fucile d'assalto IPI "Malyuk"