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Prova UTAS UT912: la carabina PCC che non sembra turca

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Prova UTAS UT912: la carabina PCC che non sembra turca

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Con l'UTAS UT912 i turchi entrano anche nel mercato sempre più popolare e vasto delle carabine in calibro da pistola. Con una carabina in calibro 9mm sorprendente sotto vari aspetti

UTAS UT912 PCC range test

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Ottiche Sightmark
L’UT912 è fornito in valigetta polimerica con imbottitura in schiuma pretagliata per alloggiare caricatori corti e lunghi, ottica e munizioni

L’UT912 è fornito in valigetta polimerica con imbottitura in schiuma pretagliata per alloggiare caricatori corti e lunghi, ottica e munizioni

C'è stato un tempo in cui la produzione armiera turca era associata a fucili da caccia a basso prezzo, ma non ad armi rigate. Oggi non è più così: e dopo fucili da caccia sono arrivate anche le carabine su piattaforma AR-15, con una qualità sempre crescente, e l’UTAS UT912 è una carabina in calibro da pistola (PCC) che segue questa evoluzione.

 

L’UT912 sorprende già dalla confezione: nella scatola di cartone in cui è consegnata c’è una valigetta di plastica ben fatta, con imbottitura presagomata atta a contenere l’arma, il libretto d’istruzioni, caricatori, una scatola di munizioni e un’eventuale ottica.

 

Sorprende perfino il libretto d’istruzioni, scritto in modo chiaro, ben fatto.

 

Ma a sorprendere  maggiormente è l'aspetto generale della carabina, quando la si prende in mano: a non sapere che è turca si penserebbe che si tratti di un’arma di produzione americana o tedesca (le icone della sicura sono di ovvia derivazione H&K).

La finitura è molto buona, con marchi impressi a laser in modo pulito. L’hold open è largo e facilmente azionabile.

La finitura è molto buona, con marchi impressi a laser in modo pulito. L’hold open è largo e facilmente azionabile.

La slitta picatinny sul castello continua sull’astina, riferita mediante un dente che però produce un’interruzione della slitta.

La slitta picatinny sul castello continua sull’astina, riferita mediante un dente che però produce un’interruzione della slitta.

L’UT912 funziona con chiusura a massa. L’otturatore è pesante, come spesso accade in questi casi, e contribuisce significativamente all’impulso di rinculo.

L’UT912 funziona con chiusura a massa. L’otturatore è pesante, come spesso accade in questi casi, e contribuisce significativamente all’impulso di rinculo.

Le finiture sono ottime, con piani ben tirati, senza segni evidenti di macchina, e un’anodizzazione nera profonda e omogenea, le diciture incise a laser in modo pulito e profondo.

 

Anche le parti interne risultano ben rifinite.

 

La slitta picatinny continua dal semicastello superiore nell’astina, che è riferita rispetto al primo da un dente nella slitta.

 

L’astina presenta anche un punto di fissaggio QD nella parte distale anteriore che, assieme ai due punti QD presenti nel calcio, permette di montare una cinghia a due punti oppure uno, usando solo un QD nel calcio.

 

Non sono un fan degli agganci QD, ma devo ammettere che per uso in poligono sono davvero comodi.

 

I comandi sono standard AR15, solo destri: sia lo sgancio caricatore che l’hold open hanno pulsanti d’azionamento ampi e facili da azionare, quello di sgancio caricatore protetto da azionamenti accidentali da un “fence” di generose dimensioni.

Le finiture dell’UT912 sono molto buone dentro come fuori.

Le finiture dell’UT912 sono molto buone dentro come fuori.

L’astina è dotata di quadrupla slitta picatinny. Un punto di fissaggio a sgancio rapido si trova sulla parte bassa anteriore dell’astina. La volata è dotata di rompifiamma di tipo “birdcage”

L’astina è dotata di quadrupla slitta picatinny. Un punto di fissaggio a sgancio rapido si trova sulla parte bassa anteriore dell’astina. La volata è dotata di rompifiamma di tipo “birdcage”

Il calcio telescopico ha due punti di fissaggio a sgancio rapido

Il calcio telescopico ha due punti di fissaggio a sgancio rapido

Ma basta con la tecnica e le finiture: andiamo al sodo e vediamo com’è al maneggio e nel tiro.

L’UT912 è ben bilanciato, forse un po’ più pesante di quanto ci si aspetterebbe da una carabina da 12”.

 

La quadrupla picatinny offre un mucchio di spazio per gli accessori, ma aggiunge parecchia massa nella parte anteriore dell’arma.

 

Un’astina M-Lok che lasciasse la stessa flessibilità di montaggio accessori, ma con molta meno massa non necessaria aggiunta, sarebbe la benvenuta.

 

Come molte sue controparti, l’UT912 è alimentato da caricatori Glock standard, e assieme all’arma ne vengono forniti due di produzione turca.

 

Il bocchettone caricatore svasato agevola i cambi rapidi.

Il bocchettone caricatore svasato agevola i cambi rapidi.

L’UT912 è compatto, preciso e al tiro risulta facile da usare e divertente.

L’UT912 è compatto, preciso e al tiro risulta facile da usare e divertente.

Rosata in tiro rapido a 15 metri. Nonostante la chiusura a massa l’UT912 e’ stabile e ha un ritmo di tiro regolare.

Rosata in tiro rapido a 15 metri. Nonostante la chiusura a massa l’UT912 e’ stabile e ha un ritmo di tiro regolare.

Non solo funzionano bene, ma ho scambiato i caricatori UTAS con quelli della mia Glock 19 gen. 3 e quelli turchi funzionano perfettamente nella Glock, così come quelli Glock nell’UT912, anche se non ho potuto sparare abbastanza colpi da fare un test di affidabilità significativo.

 

La svasatura del bocchettone del caricatore aiuta nei cambi rapidi.

 

Ho svolto un rapido test di precisione e un paio di prove di tiro rapido e cambio rapido di bersaglio, utilizzando un mirino reflex Mepro 21.

 

Il meccanismo a massa dell’UT912, con le masse reciprocanti abbastanza importanti, rende la sensazione di rinculo non molto diversa da quella di una carabina .223 a presa di gas, ma nel complesso la PCC è piuttosto stabile.

 

La precisione è molto buona: 10 colpi a 25 metri risultano raggruppati in un pugno chiuso.

 

La transizione tra bersagli ha dato anch’essa ottimi risultati, con un passaggio rapido e preciso e un singolo “flier” completamente fuori rosata dovuto alla fretta del tiratore.

 

Una prova di tiro rapido su bersaglio metallico a 15 metri ha dato un ottimo raggruppamento.

 

Come dicevo, trattandosi di un’arma con chiusura a massa non ci si può aspettare dall’UT912 le reazioni stile softair di una PCC 9mm a presa di gas.

 

Le finiture interne di livello e il buon equilibrio tra massa dell’otturatore e forza della molla di recupero fanno tuttavia sì che la piccola carabina rinculi con un ritmo molto regolare.

 

Con un minimo di familiarità con la stessa, è sufficiente mirare il primo colpo e tutti quelli seguenti lo seguono più o meno nella stessa zona.

 

Rosata di 10 colpi, tiro mirato a 25 m imbracciato al bancone.

Rosata di 10 colpi, tiro mirato a 25 m imbracciato al bancone.

8 colpi, cambio rapido tra due bersagli a 10 m. Il flier in alto a sinistra e' colpa del tiratore.

8 colpi, cambio rapido tra due bersagli a 10 m. Il flier in alto a sinistra e' colpa del tiratore.

L’UT912 è una carabina molto ben fatta e il prezzo, significativamente più alto di quanto ci si aspetterebbe da un’arma di produzione turca, lo riflette (la qualità costa, non si scappa) ma l’UTAS UT912 richiede comunque un esborso più basso della maggior parte delle altre PCC su base AR15, e offre delle caratteristiche di rilievo, con un’ottima precisione e risultando molto facile e comoda al tiro.

UTAS UT912 PCC range test

L'arma nelle foto e' stata messa a disposizione dall'Armeria Casabella di Casatenovo (LC)