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Firearms United: la conferenza a Malta

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Firearms United: la conferenza a Malta

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La conferenza organizzata a Malta da Firearms United, FESAC, AACTS e AMACS ha attratto l'attenzione dei Media – assieme a un gran numero di esperti e appassionati d'armi, ospiti provenienti da ogni angolo d'Europa!

Nulla nell'iter della modifica della direttiva europea sulle armi è ancora stato deciso in via definitiva, e anche se il trilogo si è concluso, il Parlamento Europeo deve ancora votare l'attuale "compromesso". La piccola Repubblica di Malta si trova oggi in una posizione-chiave, perché da gennaio e per i prossimi sei mesi ricoprirà il ruolo di presidente di turno dell'Unione Europea – e la direttiva sulle armi è uno dei punti più importanti dell'attività legislativa in sede UE per il prossimo futuro. Per questo la conferenza ha rappresentato un'occasione perfetta per consentire ai possessori d'armi di tutt'Europa di inviare un messaggio forte e chiaro alle autorità.

Le organizzazioni maltesi ed europee non si sono risparmiate sotto alcun punto di vista nell'organizzare la conferenza tenutasi lo scorso sabato 7 gennaio: presso la sala-conferenze del Grand Hotel Excelsior hanno persino esposto alcune armi storiche che, in base alla proposta originale della Commissione, sarebbero dovute essere confiscate ai collezionisti privati e mandate in distruzione.
Tra queste erano in mostra agli appassionati uno dei due esemplari sopravvissuti del primo lotto di cinquanta prototipi di pre-serie del fucile FG42, e un fucile MKb42 – di cui oggi sopravvivono pochissimi esemplari. In aggiunta ad esse erano in mostra mitra Mp18.1 del 1918 e Mp40/1 del 1942, una pistola Luger P.08 del 1915 e numerosissimi fucili semi-automatici sportivi moderni d'impostazione militare che la Commissione Europea avrebbe voluto mettere al bando e che in base all'attuale soluzione di "Compromesso" subirebbero alcune limitazioni.

La sala conferenze del Grand Hotel Excelsior di Malta, gremita per l'occasione

La sala conferenze del Grand Hotel Excelsior di Malta, gremita per l'occasione

Carmelo Abela, Ministro dell'Interno della Repubblica di Malta

Carmelo Abela, Ministro dell'Interno della Repubblica di Malta

Il primo a prendere la parola è stato Carmelo Abela, Ministro dell'Interno e della Sicurezza Nazionale di Malta, che ha esposto le sue idee sulla necessità di trovare il giusto equilibrio tra libertà e sicurezza. Dopo di lui, il Presidente di Firearms United Tomasz Stępień ha offerto all'auditorio un aggiornamento sull'andamento delle cose in sede europea.

La conferenza ha proseguito con i saluti pervenuti tramite video-messaggi da Miriam Dallilta e Roberta Metsola, europarlamentari maltesi. L'istruttore IPSC finlandese Sasja Berentsen ha proseguito informando il pubblico sul potenziale impatto della soluzione di "compromesso" sulle discipline di tiro dinamico, e ha espresso le sue opinioni sullo "status transiente" delle armi semi-automatiche di categoria B7, che passerebbero da legali a illegali a seconda della capacità del caricatore inseritovi in un dato momento.

La prima parte della conferenza è stata chiusa dal discorso di Stephen A. Petroni, presidente di FESAC e "lobbista illegittimo", che ha fatto un parallelo tra le proposte originali della Commissione Europea e la distruzione delle antichità di Palmyra per mano dell'ISIS:

La Commissione Europea non potrà mai essere perdonata per aver avuto il coraggio di proporre la distruzione di armi storiche.
Non dobbiamo mai perdonare la Commissione per aver fatto tali proposte.

Non sono un lobbista professionista,” ha dichiarato Stephen Petroni. “Lo faccio per passione. Lo faccio per persone come voi."
Le sue parole sono state riprese da testate come Malta Today e Malta Independent nella loro copertura della conferenza.

VIDEO / Conferenza di Firearms United a Malta – 7 gennaio 2017 - Parte prima

VIDEO / Conferenza di Firearms United a Malta – 7 gennaio 2017 - Parte seconda

La seconda parte della conferenza si è aperta con le parole di Jean-Luc Addor, parlamentare svizzero e membro del direttivo dell'associazione PRO-TELL, che non ha lesinato sulla terminologia per dichiarare chiaro e tondo che, se la direttiva europea sulle armi sarà modificata secondo quanto chiesto dalla Commissione Europea o anche secondo quanto previsto dall'accordo di "compromesso", la Svizzera semplicemente non obbedirà.

Secondo Jean-Luc Addor, i cittadini svizzeri sono disposti a mettere in discussione tramite referendum l'appartenenza del loro Paese all'area Schengen (non all'UE, di cui la Svizzera non è membra!) pur di non consentire a questa direttiva di compromettere la loro libertà: Jean-Luc Addor ha detto chiaramente che i preparativi per l'indizione del referendum sono già partiti.
Jean Karl Soler ha dato un contributo su basi scientifiche dimostrando come non ci sia alcuna correlazione tra il possesso legale di armi e il tasso di criminalità e violenza in una società – eccezion fatta per una certa correlazione positiva: è stato dimostrato che sotto molti punti di vista la maggiore circolazione legale di armi è in realtà un DETERRENTE contro il crimine violento.

I rappresentanti di Firearms United per la Finlandia hanno informato il pubblico su come le associazioni finlandesi – e, più in generale, dei Paesi nordici – abbiano reagito alle proposte di modifica della direttiva europea sulle armi, e col passaggio del microfono a Clive Brockdorff – Direttore regionale dell'IPSC per Malta – abbiamo potuto ascoltare un riassunto dell'interessantissima storia delle leggi sulle armi a Malta e sul come esse siano diventate sensibili, legando la possibilità di detenere armi all'affidabilità della persona e non al tipo di arma. Al riguardo ha usato parole molto chiare:

Ci sono persone affidabili con qualsiasi tipo di arma da fuoco, e persone a cui non si dovrebbe dare in mano neppure uno spaghetto bagnato.

Mai parole più sagge furon dette.

Lo scopo delle organizzazioni locali, a Malta, è naturalmente quello di far sì che la direttiva non abbia effetto sulle leggi locali, che sono già funzionali e sono state scritte in collaborazione con le comunità dei tiratori sportivi e degli appassionati d'armi – ed è un piacere vedere che almeno da qualche parte tutte le organizzazioni nazionali si siano unite per raggiungere un obiettivo comune!

In ogni caso, è stato lanciato un messaggio forte e chiaro – e come tale è stato ricevuto:
Assieme si vince – divisi si perde!

La conferenza è stata registrata, ed è disponibile per intero su YouTube:
https://www.youtube.com/watch?v=IqBqHOc5j1c
https://www.youtube.com/watch?v=AODNYF6xO98

Firearms United continua ad essere una delle pochissime organizzazioni che si oppongono strenuamente alle proposte di modifica della direttiva europea sulle armi!

Firearms United continua ad essere una delle pochissime organizzazioni che si oppongono strenuamente alle proposte di modifica della direttiva europea sulle armi!

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