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Ruger LCP II calibro .380 ACP

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Ruger LCP II calibro .380 ACP

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Le pistole sub compatte come la Ruger LCP II generano diversi interrogativi. Ma ci sono situazioni in cui una pistola dalle dimensioni ridotte risulta essere l’unica scelta

la Ruger LCP II  calibro .380 ACP adagiata sulla fondina fornita in dotazione

la Ruger LCP II calibro .380 ACP adagiata sulla fondina fornita in dotazione

Parlando di pistole semiautomatiche di piccole dimensioni - le cosiddette Sub Compatte - c’è chi le guarda con sospetto e chi non ne farebbe a mai a meno. Alcuni le hanno paragonate persino a spray per il naso e altri le giudicano ingestibili.

Ma resta il fatto che le pistole sub compact si rendono necessarie per evitare di rivelare che si è armati. Questa necessità emerge soprattutto nelle stagioni calde, utilizzando capi di abbigliamento leggero, specialmente nelle occasioni che obbligano a indossare vestiti eleganti e – specialmente per il gentil sesso – molto attillati. In ogni caso rendere palese che si è armati non è mai una buona idea.

Chi svolge lavori di sicurezza particolarmente impegnativi, potrebbe aver bisogno di un’arma back up. L’arma primaria potrebbe guastarsi e avere quella di scorta significherebbe aumentare le possibilità di salvare la pelle. Non a caso è stato coniato il motto: one is none, two is one. 

Il mondo tattico è ricco di motti e proverbi. Tra questi, uno adatto al caso che non richiede spiegazioni: meglio una piccola back up in tasca che una "scomoda” full size lasciata nel cassetto

il lato destro Ruger LCP II  calibro .380 ACP

il lato destro Ruger LCP II calibro .380 ACP

il lato sinistro Ruger LCP II  calibro .380 ACP

il lato sinistro Ruger LCP II calibro .380 ACP

La RUGER LCP II in calibro .380 ACP

simile al primo modello, la Ruger LCP II  calibro .380 ACP ha diverse modifiche sostanziali, principalmente nel sistema di scatto

simile al primo modello, la Ruger LCP II calibro .380 ACP ha diverse modifiche sostanziali, principalmente nel sistema di scatto

Distribuita da Bignami, la pistola Ruger LCP II in calibro .380 ACP, si differenzia dal primo modello soprattutto per il sistema di scatto, in questo caso in singola azione, per la sicura al grilletto tipo Glock e i congegni di mira maggiorati. Per il resto, rispetto al modello iniziale sono state apportate delle variazioni minime. 

La pistola Ruger LCP II ha il carrello in acciaio brunito mentre il fusto è in nylon rinforzato con fibra di vetro color nero ma sono disponibili diverse colorazioni.

Il peso della pistola Ruger LCP II raggiunge circa 300 g. Nel fusto è presente un sotto scocca in alluminio nel quale sono assemblate le varie parti del congegno di scatto. Non si rilevano spigoli vivi che potrebbero provocare ferite nella mano dell’operatore o far impigliare l’arma negli indumenti. 

la Ruger LCP II  calibro .380 ACP bloccata in apertura. a differenza del primo modello ora la leva old open funziona anche da avviso arma scarica

la Ruger LCP II calibro .380 ACP bloccata in apertura. a differenza del primo modello ora la leva old open funziona anche da avviso arma scarica

La Ruger LCP II è una pistola semiautomatica a cane interno, dotata di scatto in singola azione e sistema di chiusura a corto rinculo di canna tipo Browning modificato. Il vincolo tra canna e carrello è attuato dalla parte posteriore della canna prismatica che si adatta, ad arma in chiusura, nella finestra di espulsione.

Il sistema di chiusura a corto rinculo, elimina un’altra critica portata verso le armi back up che adottano la chiusura a massa a causa della difficoltà di maneggio. 

Grazie al sistema Browning modificato, che permette di utilizzare molle di recupero e del cane meno resistenti si ottiene, rispetto alla chiusura blow back, una manipolazione alla portata di qualsiasi utente non particolarmente dotato di forza nelle mani.

A chi è destinata?

La piccola Ruger LCP II è destinata alla difesa personale non solo con funzione di arma secondaria. Visto il calibro impiegato e le 7 cartucce a disposizione (considerata quella in canna), rende la Ruger LCP II utilizzabile come arma primaria, specialmente quando l’occultamento è una necessità inderogabile

Il calibro

la canna della Ruger LCP II  calibro .380 ACP, presenta una strombatura che assicura il ritorno centrato della canna durante il ciclo di sparo

la canna della Ruger LCP II calibro .380 ACP, presenta una strombatura che assicura il ritorno centrato della canna durante il ciclo di sparo

Alcuni detrattori delle armi back up, scherzano sul potere d’arresto dei calibri a loro dire “anemici” spesso impiegati in questa tipologia di pistole come il .22 lr, il 6,35 Auto o il 7,65 Browning ma in questo caso la pistola Ruger LCP II, impiega il calibro 9 mm Corto che, sviluppando un’energia cinetica media di 22 Kgm, consente di utilizzare questa cartuccia con efficacia, per difesa personale e abitativa, riducendo abbastanza i problemi di sovra penetrazione, rispetto a calibri più esuberanti quali ad esempio il .45 ACP o il 9mm Parabellum. 

Il calibro .380 ACP, è ideale in ambiti urbani, densamente popolati, ove è alto il rischio di colpire innocenti in seguito a ferite transfosse che attingono un bersaglio intenzionale.

In ogni modo dovrebbe sempre essere ricordato che il potere d’arresto, almeno nelle normali cartucce per armi corte, è dato dalla zona attinta e non dall’energia cinetica della cartuccia. 

Ruger LCP II  calibro .380 ACP

Ruger LCP II calibro .380 ACP

Ruger LCP II  calibro .380 ACP

Ruger LCP II calibro .380 ACP

Caratteristiche / Ergonomia

Per quanto riguarda l’ergonomia, le dimensioni dell’arma certamente non aiutano nel tiro ma è il prezzo da pagare per avere un oggetto occultabile in qualsiasi occasione. Spesso il dito mignolo uscirà dall’impugnatura, indifferentemente dalle dimensioni della nostra mano. 

La canna è lunga circa 70 mm. Lo spessore massimo supera di poco i 22 mm. La lunghezza che raggiunge i 13,9 cm, e l’altezza che supera di poco i 93 mm, impone di fare molta attenzione durante il tiro.

Ruger LCP II  calibro .380 ACP, si nota il foro posteriore dal quale è possibile intravedere la posizione del cane

Ruger LCP II calibro .380 ACP, si nota il foro posteriore dal quale è possibile intravedere la posizione del cane

le dimensioni della Ruger LCP II  calibro .380 ACP, permettono di raggiungere facilmente i comandi dell'arma

le dimensioni della Ruger LCP II calibro .380 ACP, permettono di raggiungere facilmente i comandi dell'arma

I comandi presenti, tutti facilmente raggiungibili, sono il pulsante sgancio caricatore e la leva arresto carrello. A differenza del primo modello dove la leva arresto carrello funziona solamente se azionata dall’operatore, nella Ruger LCP II la leva hold open blocca il carrello in apertura  a cartucce esaurite.

Le zigrinature dell’impugnatura assicurano un grip discreto mentre gli intagli di presa ricavati posteriormente e anteriormente sul carrello consentono una buona manipolazione dell’arma. 

Sistema di Scatto

il grilletto della Ruger LCP II  calibro .380 ACP, presenta una sicura anti caduta, mutuato da quello della famosa pistola Glock

il grilletto della Ruger LCP II calibro .380 ACP, presenta una sicura anti caduta, mutuato da quello della famosa pistola Glock

Il sistema di scatto è a mio avviso l’elemento che più dovrebbe influenzare la scelta di una data arma rispetto ai vari modelli presenti sul mercato. Non è tanto importante la resistenza della leva, che almeno in parte può essere modificata, quanto la corsa e il riaggancio dei piani di scatto che, durante azioni che richiedono l’esplosione di più colpi in successione, possono variare in maniera significativa la velocità di tiro. 

Nel primo modello di Ruger LCP, lo scatto, definito dalla casa single strike double action, è attivato tramite l’arretramento del carrello che arma parzialmente il cane e lo pone in prima monta.

La corsa della leva di scatto si aggira sui 20 mm, con una resistenza di circa 3Kg. La molla del grilletto, come avviene in molte pistole dotate di doppia azione, in fase di ritorno non è particolarmente potente e si deve fare attenzione a rilasciare quasi completamente la leva, in modo da consentire il riaggancio dei piani di scatto. 

sebbene dotato di una piccola appendice, il caricatore della Ruger LCP II  calibro .380 ACP, non consente una presa completa nemmeno con mani di medie dimensioni

sebbene dotato di una piccola appendice, il caricatore della Ruger LCP II calibro .380 ACP, non consente una presa completa nemmeno con mani di medie dimensioni

A differenza del modello precedente, la Ruger LCP II, è dotata di scatto in azione singola. Questa modifica ha notevolmente migliorato il sistema portando la corsa del grilletto a soli 15 mm, mentre per il riaggancio, ora molto deciso, basta rilasciare la leva facendola avanzare circa 6/7 mm.

Il peso di scatto  non è variato molto. Nell’esemplare testato si aggira sui 2,8 Kg. La Ruger LCP II ha il sistema di sicura al grilletto simile a quello delle pistole Glock. 

La sicura al grilletto non mette tanto al riparo da spari accidentali in caso di trazioni laterali della leva ma impedisce l’arretramento del grilletto in caso di caduta dell’arma. Vista l’assenza della sicura automatica al percussore, questa miglioria è senz’altro opportuna. 

Smontaggio

la separazione tra canna e carrello della Ruger LCP II  calibro .380 ACP, può avvenire estraendo il perno di smontaggio dalla sua sede. per l'operazione può essere necessario avvalersi di un attrezzo

la separazione tra canna e carrello della Ruger LCP II calibro .380 ACP, può avvenire estraendo il perno di smontaggio dalla sua sede. per l'operazione può essere necessario avvalersi di un attrezzo

Per lo smontaggio ordinario, dopo il necessario accertamento di arma scarica, si deve far leva sotto la testa del perno di smontaggio, trattenuto in sede da un’apposita molla, che può essere sfilato. T

olto il perno, è possibile separare il carrello dal fusto sfilandolo in avanti. Di seguito si procede togliendo l’asta guida molla con relativa doppia molla e separando la canna dal fusto. 

L’arma è fornita con un solo caricatore monofilare in lamierino metallico della capacità di 6 cartucce. Il caricatore, made in Italy, è dotato dei fori di controllo.

lo smontaggio ordinario della  Ruger LCP II  calibro .380 ACP risulta estremamente semplice

lo smontaggio ordinario della Ruger LCP II calibro .380 ACP risulta estremamente semplice

la Ruger LCP II  calibro .380 ACP, è priva della sicura al percussore ma è stata dotata di quella automatica al grilletto

la Ruger LCP II calibro .380 ACP, è priva della sicura al percussore ma è stata dotata di quella automatica al grilletto

il sistema di recupero della Ruger LCP II  calibro .380 ACP, si avvale di due molle

il sistema di recupero della Ruger LCP II calibro .380 ACP, si avvale di due molle

Congegni di mira

si nota la canna prismatica della Ruger LCP II  calibro .380 ACP, che funge da elemento di chiusura

si nota la canna prismatica della Ruger LCP II calibro .380 ACP, che funge da elemento di chiusura

I congegni di mira fissi, ricavati direttamente sul carrello, sono più accentuati rispetto a quelli appena accennati del primo modello.

Sia il mirino, sia la tacca di mira presentano una zigrinatura posteriore antiriflesso.

Visto l’indirizzo dell’arma che non è assolutamente concepita per qualsiasi tipo di tiro mirato, trovo superflue ma in ogni caso non negative queste modifiche.

il mirino della Ruger LCP II  calibro .380 ACP, è ricavato dal pieno e presenta una zigrinatura posteriore antiriflesso

il mirino della Ruger LCP II calibro .380 ACP, è ricavato dal pieno e presenta una zigrinatura posteriore antiriflesso

il caricatore made in Italy della Ruger LCP II  calibro .380 ACP, in lamierino, ha una capacità di 6 cartucce

il caricatore made in Italy della Ruger LCP II calibro .380 ACP, in lamierino, ha una capacità di 6 cartucce

rispetto al primo modello, la Ruger LCP II  calibro .380 ACP, ha una tacca di mira maggiorata, con zigrinature antiriflesso

rispetto al primo modello, la Ruger LCP II calibro .380 ACP, ha una tacca di mira maggiorata, con zigrinature antiriflesso

Considerazioni pratiche

il vivo di volata  della Ruger LCP II  calibro .380 ACP

il vivo di volata della Ruger LCP II calibro .380 ACP

Al tiro la Ruger LCP II lascia stupiti per il rinculo e rilevamento mite. La piccola back-up è stata testata con diverse marche di cartucce. Sebbene non ideata per il tiro mirato l’arma ha prodotto delle rosate concentrate fino alla distanza di 12 metri. 

Lo scatto sensibilmente migliorato rispetto al primo modello, consente di sparare i colpi in rapida successione. Purtroppo le dimensioni ridotte ne fanno un’arma per professionisti - o quantomeno tiratori esperti - e chi intende acquistarla deve pensare a esercitarsi seriamente. Imperativo l’utilizzo della fondina, che tra l’altro è fornita a corredo con la Ruger LCP II. 

Con una back-up, risulta impegnativo, senza un addestramento costante riuscire a indirizzare i colpi verso il bersaglio, anche se posto a breve distanza.

Le dimensioni ridotte di una pistola da back-up aumentano le difficoltà di maneggio. Un principiante potrebbe facilmente  mettere la mano davanti alla volata dell’arma. Per questo è sconsigliato il tiro a due mani. 

Da considerare che un’arma di queste dimensioni se portata con la camera di cartuccia vuota perde quasi del tutto la sua utilità ancor più di una full size. Chi pensa di azionare facilmente il minuscolo carrello della Ruger LCP II sotto stress o avere tempo e modo di impiegare due mani per inserire il colpo in canna, è quantomeno un ottimista. Ma questo vale per qualsiasi pistola. 

Tra le varie back-up presenti sul mercato la Ruger LCP II calibro .380 ACP occupa un posto di primo piano dovuto alla sua affidabilità, calibro impiegato e prezzo ridotto che si aggira sui 390 euro.

Il marchio Ruger è distribuito in Italia da BIGNAMI.

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Ruger LCP II  calibro .380 ACP
 Ruger LCP II  calibro .380 ACP

Ruger LCP II calibro .380 ACP

non lasciamoci tentare dalle dimensioni. la Ruger LCP II  calibro .380 ACP deve sempre essere portata in fondina

non lasciamoci tentare dalle dimensioni. la Ruger LCP II calibro .380 ACP deve sempre essere portata in fondina