Concluso a Ottawa il Campionato del Mondo F-Class di tiro a lunga distanza

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Concluso a Ottawa il Campionato del Mondo F-Class di tiro a lunga distanza

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Nella settimana di ferragosto si è svolto lo F-Class World Championships (FCWC), ovvero il campionato del mondo di tiro a lunga distanza nella categoria F-Class, organizzato al Connaught Ranges di Ottawa (Canada) dalla International Confederation of Fullbore Rifle Associations (ICFRA)

Concluso a Ottawa il Campionato del Mondo F-Class di tiro a lunga distanza

Numerosissimi i tiratori, provenienti da ben 13 diverse nazioni, in gara nelle due categorie ammesse alla competizione, ovvero la FTR, riservata ad armi nei soli calibri 308 Winchester e 223 Remington e la Open, dove possono partecipare carabine in tutti gli altri calibri, purché non superiori al .30.

Per la prima volta nella storia di questa competizione, si è registrata la partecipazione di una squadra nazionale italiana, evento questo che in futuro consentirà al nostro Paese di sedersi tra i membri del consiglio della federazione mondiale.

I tiratori Italiani iscritti a questo mondiale sono stati 10, divisi tra le due categorie, e hanno dovuto fare i salti mortali per comporre un’unica squadra; il regolamento internazionale, infatti, prevede che ogni squadra sia composta da 8 tiratori, ma noi non avevamo tutti i partecipanti nella stessa categoria. Così, per poter consentire all’Italia di avere una sua rappresentanza, 3 dei nostri tiratori della categoria Open hanno accettato di sparare nella FTR, utilizzando armi e munizioni prestate loro da altri connazionali.

La manifestazione canadese univa alla prova di Campionato del mondo anche quella del loro campionato nazionale e i nostri, per acquisire maggiore esperienza possibile, visto che in Italia nessuno può praticare con continuità questa disciplina sportiva, oltre che cercare di carpire tutti i segreti del campo di gara, si sono iscritti a entrambe le prove, cosa che ha comportato lo sparo di oltre 550 colpi nei tre giorni di gare.

Nessuno ha potuto portare da casa un così ingente numero di cartucce, e così si sono dovuti ingegnare per caricarle in loco. Prima della gara avevano spedito a Ottawa i loro bossoli già ricalibrati e le palle, insieme alle pressette manuali e alle bilancine di precisione; poi, in loco, hanno acquistato polveri e inneschi. Così, ogni sera, dopo una estenuante giornata di gara, dovevano passare ore a preparare le cartucce per le prove del giorno successivo.

Concluso a Ottawa il Campionato del Mondo F-Class di tiro a lunga distanza

Concluso a Ottawa il Campionato del Mondo F-Class di tiro a lunga distanza

Concluso a Ottawa il Campionato del Mondo F-Class di tiro a lunga distanza

Concluso a Ottawa il Campionato del Mondo F-Class di tiro a lunga distanza

Bellissimo il campo di gara canadese, con prati verdi a perdita d’occhio; le condizioni climatiche sono state l’ideale per questo sport, con temperature intorno ai 22/23 gradi, cielo prevalentemente sereno e vento debole e costante.

Nonostante la temperatura non eccessivamente calda, l’umidità presente nel manto erboso del campo era tale da creare un effetto miraggio. Per noi tiratori “maccheronici”, l’effetto miraggio rappresenta la peggior condizione che si può trovare su un campo di tiro, ma i nostri in Canada hanno appreso dai concorrenti statunitensi e canadesi che esso può rappresentare un grande aiuto nelle prove sulle lunghe distanze. Infatti, in presenza di vento debole, non sempre le bandiere segnavento sono in grado di evidenziarlo correttamente, causa il loro peso e l’inerzia, mentre l’aria si muove!

Ora, quando si spara a 900 m di distanza, anche una bava di brezza (e parliamo di circa 2 m/s di vento) è in grado di spostare la traiettoria della palla in volo verso il bersaglio di quel tanto che basta per farla uscire dal centro, e in una competizione di questo livello un punto perso significa aver gettato via la gara!

I tiratori nordamericani, sicuramente i più esperti al mondo, hanno così sviluppato una tecnica che, proprio grazie all’effetto miraggio, consente loro di percepire e valutare anche questa minima presenza di vento, per dare alle loro ottiche le giuste correzioni.

Addirittura, le squadre più blasonate, avevano sulla linea di tiro il loro “Wind Coach”, che doveva tenere sotto controllo l’intensità e la direzione del vento, indicare ai tiratori le giuste regolazioni della torretta e, se le condizioni mutavano repentinamente, far cessare loro il tiro, in attesa che si ristabilissero le condizioni migliori.

Ci hanno raccontato i nostri che ogni team aveva a sua disposizione 45 minuti per far completare una prova a tutti i suoi tiratori. Durante una di queste, il vento non era stabile, e il Wind Coach della squadra U.S.A. ha deciso di tenere fermi tutti i suoi per ben 25 minuti, in attesa di un miglioramento delle condizioni di vento: nei successivi 20 minuti tutti i tiratori degli U.S.A. si sono alternati in piazzola per completare la loro gara a tempo di record.

Concluso a Ottawa il Campionato del Mondo F-Class di tiro a lunga distanza

Concluso a Ottawa il Campionato del Mondo F-Class di tiro a lunga distanza

La squadra italiana, di "proprietà" dell'Associazione Italiana Tiro a Lunga Distanza, come ribadito nel comunicato stampa della AITLD del 24 agosto 2017

La squadra italiana, di "proprietà" dell'Associazione Italiana Tiro a Lunga Distanza, come ribadito nel comunicato stampa della AITLD del 24 agosto 2017

Questo ci fa capire quanto sia importante, in questa disciplina sportiva, conoscere le condizioni del campo di gara e l’influenza del vento sul risultato. Il vento in sé non rappresenta un problema per il tiratore esperto, purché però sia costante.

Il regolamento di questa manifestazione mondiale prevedeva tre giorni di gare; in ogni giornata si disputavano 2 o 3 prove, per un totale di 8, sulle distanze dei 700, 800 e 900 metri. Ogni singola prova aveva una sua classifica e una sua premiazione. In più, per ogni giorno di gara, si aveva una classifica aggregata, che teneva conto dei punti complessivamente realizzati nelle tre prove della giornata.

C’era poi una classifica finale, individuale e a squadre, che teneva conto del totale di punti realizzati in tutte le 8 prove (anche se, da quanto risulta sul sito ufficiale della manifestazione, due delle tre prove in programma il primo giorno di gare sono state annullate). 

Della rappresentativa italiana in gara in questo mondiale facevano parte anche due soci della Long Range Italia, grazie ai quali è stato possibile scrivere queste poche righe sull’evento (di cui altrimenti si saprebbe poco o nulla). L'associazione Long Range Italia, insieme all’associazione Tiro a Lunga Distanza è stata fra le prime associazioni italiane a credere nella popolarità di una disciplina sportiva così complessa e difficile come il tiro sulle lunghe distanze.


Per i meno esperti, ricordiamo che il primo evento sportivo di tiro a lunga distanza sulle 1.000 yards in Italia è stato ideato e realizzato nel 2008 da Bruno Circi, allora Direttore della rivista Diana Armi, poi creatore del sito all4shooters.com e attuale Direttore della piattaforma internazionale GUNSweek.com (dove vi trovate ora), con la personale collaborazione di Pierluigi Borgioni e Marco Alberini, che l'anno successivo, nel 2009, avrebbero poi dato vita rispettivamente alle due associazioni sportive Long Range Italia e Tiro a Lunga Distanza, quest'ultima delle quali rappresenta ormai da anni il punto di riferimento per tutti gli appassionati della categoria F-Class, dalla quale è uscita anche la squadra italiana che ha partecipato al mondiale di quest'anno.
n.d.r. 


Tra i tiratori italiani presenti in questa edizione canadese del campionato mondiale della specialità figuravano anche due buone conoscenze della Long Range Italia: Paolo Bernini Vanni, consigliere della LRI, vincitore delle prove sulle 1000 yard organizzate dalla nostra associazione ai suoi albori, nel lontano 2010, in quel del poligono militare di Santa Severa (RM), e Giuseppe Cavallo, vincitore di diverse prove di Five at 200 (lo ricordiamo mattatore dell’ultima edizione del Trofeo Dick Trenk, dove vinse tutte e 4 le categorie a cui era iscritto!).

In particolare, Giuseppe Cavallo si è messo in mostra cogliendo, nella prima prova disputatasi il lunedì, terzo e ultimo giorno di gara un prestigioso 5° posto nella categoria FTR sulla distanza delle 900 yard, con un punteggio di 98 punti su 100, con 9 V (sono le mouche di queste competizioni), in una gara vinta da un altro italiano, Gianfranco Zanoni, autore di un eccezionale 100/100 con 12 V, al quale, ovviamente, vanno le nostre più sentite congratulazioni.  Nella stessa prova, il nostro Paolo Bernini Vanni si è classificato al 24° posto, con un 97/100 e 5V, mentre al 33° posto troviamo Devid Canal, con 96/100 e 7V, e al 44° posto Luigi Zago, anch’egli con 96/100 e 4V. Considerando che i tiratori in gara erano 208, con larghissima rappresentanza dei padroni di casa e dei mostri sacri della specialità statunitensi, australiani e sudafricani, bisogna dire che il nostro Paese è stato più che degnamente rappresentato.

Un'immagine di Ottawa, capitale del Canada

Un'immagine di Ottawa, capitale del Canada

I nostri tiratori si sono distinti anche nella classifica aggregata della terza giornata di gare (dove, come detto, si sommano i punti ottenuti nelle varie prove disputatesi in quel giorno), grazie al 16° posto di Paolo Bernini Vanni e al 17° di Gianfranco Zanoni.

Nella classifica finale individuale, i nostri hanno dovuto pagare lo scotto del loro inizio sottotono che, ovviamente, ne ha penalizzato la prestazione complessiva. Il migliore dei nostri è stato Devid Canal, che ha chiuso con un eccellente 21° posto assoluto il suo mondiale; lo segue da vicino Gianfranco Zanoni, piazzatosi al 25° posto. Il nostro amico Paolo Bernini Vanni chiude il suo primo mondiale all’83° posto.   

Ovviamente la nostra squadra nazionale ha occupato il fanalino di coda nella classifica a squadre, dove a penalizzarla non è stato certo il valore dei tiratori in campo, quanto la scarsa esperienza in questo genere di manifestazioni e il loro esiguo numero: basti pensare che persino la rappresentativa dell’Ucraina era ben più numerosa della nostra.

Tuttavia, se consideriamo che questa difficile disciplina dello sport del tiro a segno si pratica in Italia da meno di 10 anni, che non disponiamo di impianti permanenti dove allenarsi e gareggiare regolarmente, che non esiste una Federazione sportiva nazionale che supporti i nostri atleti e che le nostre industrie, benché possano tranquillamente dire la loro in questo settore a livello mondiale, non si sono mai attivamente impegnate nel promuovere e sostenere il nostro sport, possiamo tranquillamente affermare che l’esito di questo mondiale di Ottawa è stato un vero successo per i colori italiani.

Come Long Range Italia ci congratuliamo con tutti i nostri connazionali presenti a questa importantissima manifestazione, augurandoci che alla prossima ce ne possano essere molti di più, magari vestendo i colori di una federazione nazionale.


Per chi volesse notizie più approfondite sulla competizione, le può trovare sul sito ufficiale della stessa: https://www.2017fcwc.ca.

Oppure sulle pagine Social dell’Associazione Italiana Tiro a Lunga Distanza, che ha deciso di non divulgare informazioni sul proprio sito istituzionale, concedendo invece alla nota rivista Armi e Tiro l'esclusiva del servizio. Per cui, per sapere com'è andata la squadra italiana al campionato del mondo di tiro a lunga distanza, dovrete pagare il prezzo di copertina del fascicolo di ottobre di Armi e Tiro.
n.d.r.


 

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Concluso a Ottawa il Campionato del Mondo F-Class di tiro a lunga distanza

24 agosto 2017

Pubblichiamo un comunicato diffuso dall'Associazione Italiana Tiro a Lunga Distanza a commento dell'articolo pubblicato sul sito della Long Range Italia, e che noi avevamo rilanciato su questa pagina, su autorizzazione del suo autore.

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In merito all’articolo “La LONG RANGE ITALIA si fa onore anche ai Campionati Mondiali di F-Class”, pubblicato sul web in data 23.08.2017, l’Associazione Italiana Tiro Lunga Distanza desidera precisare quanto segue.

  • Tutti i tiratori italiani citati nell’articolo hanno preso parte al Campionato Mondiale F-Class 2017 in quanto membri dell’Associazione Italiana Tiro Lunga Distanza, della quale hanno vestito la divisa sportiva. L’iscrizione della squadra italiana al Campionato Mondiale F-Class 2017 è stata integralmente finanziata dall’Associazione Italiana Tiro Lunga Distanza. Nessun’altra associazione ha contribuito, in alcun modo, alla partecipazione della squadra italiana al Campionato Mondiale.
  • L’Associazione Italiana Tiro Lunga Distanza, mai citata nell’articolo, è stata ed è l’unica in Italia a promuovere e organizzare la disciplina del Tiro Lunga Distanza, specialità F-Class, a partire dall’anno 2011.
  • Non è corretto affermare, come indicato nell’articolo, che questa partecipazione consentirà “in futuro, al nostro Paese di sedersi tra i membri del consiglio della federazione mondiale”, in quanto già dal 2011 l’Italia è rappresentata all’interno della ICFRA (International Confederation of Fullbore Rifle Association) dall’Associazione Italiana Tiro Lunga Distanza, con Marco Alberini nel Board internazionale e con Gianluca Mayer nel F-Class Committee.
  • Non è corretto affermare, come indicato nell’articolo, che in quest’occasione si sia registrata la prima partecipazione di una squadra nazionale italiana a un Mondiale F-Class, in quanto al Mondiale 2013, tenutosi in New Mexico (USA), l’Associazione Italiana Tiro Lunga Distanza aveva già presentato una squadra nazionale nella categoria a 4 tiratori.
  • Non è corretto affermare, come indicato nell’articolo, che “in Italia nessuno può praticare con continuità questa disciplina sportiva” e che “in Italia non disponiamo di impianti permanenti dove allenarsi e gareggiare regolarmente”, in quanto l’Associazione Italiana Tiro Lunga Distanza è al quinto anno consecutivo del campionato nazionale F-Class organizzato sul territorio italiano, con 5 campi di tiro e 32 gare (25 individuali + 5 a squadre + 2 finali nazionali) disputate nel solo 2017.
  • Non è corretto affermare, come indicato nell’articolo, che “le nostre industrie benché possano tranquillamente dire la loro in questo settore a livello mondiale, non si sono mai attivamente impegnate nel promuovere e sostenere il nostro sport”, in quanto le aziende del settore hanno donato all’Associazione Italiana Tiro Lunga Distanza, nel solo 2017, attrezzature sportive per un valore pari ad € 30.000,00, che l’Associazione ha messo integralmente a disposizione dei partecipanti e vincitori del Campionato Italiano F-Class.

L’Associazione Italiana Tiro Lunga Distanza auspica per il futuro che le informazioni riguardanti la nostra attività sportiva siano divulgate con maggiore correttezza e chiarezza nei contenuti, tanto a beneficio degli appassionati di queste specialità, quanto a tutela del lavoro svolto quotidianamente dall’Associazione evitando che si possano ravvisare lesioni di immagine della stessa, che ci costringerebbero a trattarle presso le sedi competenti.

Il Presidente AITLD
Marco Alberini


25 agosto 2017

Pubblichiamo una precisazione che l'autore Pierluigi Borgioni ha scritto a seguito di un comunicato critico nei confronti del suo articolo, diffuso dal Presidente dell'Associazione Italiana Tiro a Lunga Distanza.

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Voglio scusarmi con tutti coloro che, leggendo il mio articolo sui recenti mondiali di F-Class di Ottawa, hanno male interpretato le mie parole.

Probabilmente il titolo dell’articolo e alcune sue frasi sono state fuorvianti; la Long Range Italia non ha assolutamente nulla a che fare con questo tipo di competizione e nessuno degli italiani presenti si è guadagnato la sua partecipazione al mondiale attraverso le gare della nostra associazione.

Il nostro articolo ha solo voluto sottolineare che tra i magnifici 10 che hanno rappresentato l’Italia in questa importantissima manifestazione, vi erano anche due tiratori in qualche modo legati anche alla LRI, che hanno disputato (e vinto!) alcune nostre gare.

La Long Range Italia, in collaborazione con l’Editoriale Olimpia, organizzò, nel 2010, i Long Range Shooting Days (avviati già nel 2008 da Bruno Circi, attuale Direttore di GUNSweek.com), presso il poligono militare di Santa Severa, forse la prima vera gara sulla distanza delle 1000 yard organizzata nel nostro Paese.

Dopo quelle splendide esperienze di tiro sulle lunghe distanze, la mancanza di strutture idonee dove poter organizzare altre competizioni di quel genere, ha indotto la Long Range Italia ha focalizzare la nostra attenzione sulle gare di “Five at 200” (altra disciplina sportiva che la LRI ha introdotto in Italia, grazie alla collaborazione con la Davide Pedersoli, azienda gardonese che detiene il marchio di questa specialità, nata negli USA come prova di contorno nelle gare di Long Range, grazie al genio di Dick Trenk, guru della polvere nera e promoter dell’azienda italiana negli USA).

La categoria F-Class, nelle sue due articolazioni (Open e FTR) non è mai stata inserita nei regolamenti sportivi della Long Range Italia, anche se vi sono certamente ricomprese le stesse armi, né noi abbiamo mai avuto rapporti con la federazione internazionale di questa disciplina.

Semmai, bisognerebbe sottolineare come da noi in Italia sia completamente assente un unico organismo che rappresenti, soprattutto a livello istituzionale e internazionale, tutte le federazioni e associazioni che si occupano delle discipline sportive del tiro!

Qualcuno forse dimentica che il nostro è il quarto produttore mondiale di armi destinate al mercato civile (quindi, attrezzi sportivi o venatori) e che abbiamo un numero di titolari di porti d’armi e praticanti degli sport del tiro che è superiore al numero complessivo di abitanti di alcune piccole nazioni, che però poi, in occasione di certi grandi eventi, sono formalmente rappresentate da una loro federazione.

Senza voler togliere meriti e riconoscimenti a nessuno, sarebbe forse giunta l’ora di cominciare a riflettere sul fatto che solo l’unione fa la forza, e non la difesa dei campanilismi locali e settoriali.

È paradossale pensare che nella nazione dove hanno sede aziende come la Beretta, la Benelli, la Sabatti, la Pedersoli, la Uberti, la Zoli, la BCM (e mi scuso con tutte quelle che non ho citato), marchi apprezzati in tutto il mondo per la qualità delle loro armi lunghe da tiro, non esista un solo impianto permanente di tiro sulle lunghe distanze in grado di ospitare una manifestazione a livello mondiale!

Per praticare uno sport, non ci si dovrebbe inerpicare su impervie montagne o in anguste vallate, camminando a lungo con la propria attrezzatura, mangiando il panino portato da casa e andando in bagno dietro un provvidenziale cespuglio, sempre con il rischio che arrivino le FF.OO. per contestarci un art. 703 del Codice Penale, in quanto quel posto non ha la licenza di cui all’art. 57, 3° comma, del TULPS.

Spero che le mie parole possano aver dissipato ogni ragionevole dubbio e offerto, al contempo, qualche spunto di riflessione.

Buon tiro Long Range a tutti.

Pierluigi Borgioni
Presidente / Long Range Italia ASD


 

Alcune considerazioni da parte nostra...

Premessa: gli indiani nordamericani hanno perso la guerra perché non hanno saputo fare fronte comune. Anche gli sport del tiro in Italia soffrono spesso per lo stesso motivo.

Se non fosse stato per il botta e risposta intervenuto fra i Presidenti di queste due associazioni italiane dedite al tiro a lunga distanza, ci saremmo ritenuti soddisfatti di aver pubblicato l'articolo di Pierluigi Borgioni, convinti di aver fornito ai nostri lettori una semplice informazione su un importante evento sportivo internazionale: articolo che, lo ripetiamo, è stata l'unica informazione che abbiamo ricevuto circa il Campionato del Mondo appena concluso in Canada.

Se infatti avessimo ricevuto un articolo da parte dell'Associazione Italiana Tiro a Lunga Distanza, saremmo stati altrettanto felici e pronti a pubblicarlo, come il suo Presidente Marco Alberini sa benissimo.

Per questi motivi, non comprendiamo davvero le ragioni "a tutela dello sport e della sua sana promozione" per cui Marco Alberini, Presidente AITLD, abbia ritenuto necessario lo sfogo dimostrato nel suo comunicato stampa del 24 agosto u.s.
D'altra parte, in fondo al suo comunicato leggiamo testualmente che "l’Associazione Italiana Tiro Lunga Distanza auspica per il futuro che le informazioni riguardanti la nostra attività sportiva siano divulgate con maggiore correttezza e chiarezza", ma lei stessa non lo ha fatto, ad esempio pubblicando un resoconto puntuale del campionato sulle pagine del sito istituzionale AITDL. Ma siamo certi che si sia trattato di una semplice svista da parte loro.

Tuttavia, è davvero singolare che nel 2017 esistano ancora associazioni che invece di promuovere lo sport dedichino così tante energie a contestare il lavoro altrui – opponendosi allo spirito positivo che lo caratterizza, nell'interesse dello sport e della sua diffusione – invece di dedicarsi al miglioramento delle proprie capacità di comunicazione, se non addirittura della propria etica comportamentale, quando necessario.

Si ha sempre di più la netta sensazione che simili sfoghi (non sono comunicati stampa, infatti) siano diffusi al solo scopo di garantirsi l'attenzione (e il denaro) degli investitori: ovvero, unicamente necessari a giustificare il proprio ruolo.

D'altra parte, la veridicità di questa affermazione risulta molto chiara da una semplice considerazione: estrema rapidità nel divulgare comunicati polemici (con tanto di minaccia legale finale: una grave caduta di stile), ma nessun interesse a divulgare in tempi rapidi il resoconto dettagliato di un Campionato del Mondo, di cui però si reclama la proprietà intellettuale e fisica, senza però darne evidenza sulle pagine del sito istituzionale AITLD.

Se non siete d'accordo con questo punto di vista, allora dev'essersi trattato di semplice invidia, perché il sito della Long Range Italia ha parlato del Campionato del Mondo prima dell'Associazione Italiana Tiro a Lunga Distanza, che avrebbe potuto farlo, ma non lo ha fatto, pur avendo tutte le informazioni necessarie, in esclusiva.

Se in Italia ci sono ancora cose che non si riescono a fare, o che siamo ancora costretti a fare male, tutto questo è dovuto unicamente a semplice stupidità.
Si tratta quindi di decidere una volta per tutte se si vuol essere stupidi, o intelligenti.
Le competenze ci sono (come quelle, indiscutibili, di Marco Alberini e Pierluigi Borgioni), e le risorse da investire anche (che le aziende potrebbero e dovrebbero però gestire in altro modo).

Dal momento che a quanto sembra, l'articolo di Pieluigi Borgioni sul campionato del mondo di F-Class non è stato considerato semplicemente utile alla promozione dello sport (a questo serve la comunicazione) ci auguriamo che chi lo ha criticato possa presto offrire a tutti gli sportivi italiani (= non solo a chi già pratica il tiro Long Range) la possibilità di leggere un resoconto approfondito sul campionato in oggetto, pubblicandolo online, e non solo su una rivista tradizionale su carta, che raggiungerebbe meno persone, quindi inutile alla promozione dello sport su larga scala.

In conclusione: che l'Italia avesse una squadra ufficiale partecipante al campionato del mondo di F-Class lo abbiamo appreso dal presente articolo di Pierluigi Borgioni. Una semplice informazione che altrimenti sarebbe stata nota esclusivamente ad alcuni tiratori agonisti dediti alla F-Class. Ringraziamo quindi l'autore dell'articolo, e tutti coloro che ne abbiano apprezzato lo spirito autenticamente promozionale per lo sport con cui è stato scritto.

Bruno Circi
Direttore / GUNSweek.com

Post Scriptum (28 agosto 2017)

La stupidità a cui facevo riferimento nel mio commento dimostra che avevo ragione, dal momento che in soli tre giorni c'è già stato chi (stupidamente) ha ritenuto opportuno giustificare il mio intervento definendomi "amico di Pierluigi Borgioni".

Ripeto, si tratta di semplice stupidità. Supponendo di voler utilizzare la parola amico, lo sono da anni tanto di Pierluigi Borgioni, quanto di Marco Alberini, con i quali, se e quando capita, parlo sempre con piacere.

Quello che – date le circostanze – ho scritto per uno, lo avrei scritto anche per l'altro: sempre disposto a sostenere e promuovere iniziative valide e utili alla promozione dello sport, a contrasto delle intenzioni di chi vorrebbe vederci giocare solo con le figurine, anziché con armi sportive.

Rinnovo quindi a tutti l'invito: decidete se volete essere stupidi o intelligenti, e agite di conseguenza.