ANPAM, modifica direttiva armi: attacchi non condivisibili

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ANPAM, modifica direttiva armi: attacchi non condivisibili

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ANPAM ha ritenuto importante emanare il seguente comunicato, a seguito di critiche indirizzate a parlamentari italiani che seguono l'iter delle modifiche alla direttiva armi presso il Parlamento Europeo

ANPAM, modifica direttiva armi: attacchi non condivisibili

Riceviamo da ANPAM e pubblichiamo:

A seguito della votazione della proposta della Direttiva Armi in Commissione IMCO sono emerse eccessive ed ingiustificate strumentalizzazioni nei confronti di alcuni parlamentari membri della commissione, tra cui l’On. Lara Comi, che si sono sempre dimostrati disponibili ad ogni confronto sul tema.

Il testo di mediazione sul quale si è votato è frutto di un complesso e lungo percorso teso ad evitare quante più limitazioni e restrizioni proposte dalla Commissione Europea

Infatti, qualora il sopracitato testo di mediazione non fosse stato approvato, il nostro settore sarebbe andato incontro ad una serie di criticità tra le quali ad esempio il completo bando delle armi della Categoria B7, l’inserimento dei caricatori nel novero delle parti essenziali e con maggiori limitazione rispetto a quella contenute nel compromesso finale.

Di conseguenza l’ANPAM ritiene che il testo votato a dicembre in Consiglio non poteva che non essere confermato in IMCO in questa fase.

Come avviene in questi casi non è pensabile ottenere un accoglimento totale delle richieste del settore soprattutto in considerazione del fatto che la controparte del trilogo è rappresentata dai Governi di 28 stati membri, dalla Commissione Europea e da alcuni gruppi politici avversi al nostro settore.

Pertanto, l’ANPAM non può condividere che, nello svolgimento delle proprie attività a favore del comparto, vengano attaccati soggetti istituzionali o parlamentari, come avvenuto in questi giorni con l’On. Comi, che fin dall’apertura del processo legislativo si sono resi disponibili ad ascoltare e contribuire al sostanziale miglioramento del testo proposto dalla CE.

Consapevoli che esistono problematicità legate alla trasposizione della Direttiva a livello nazionale, tra i quali le modalità di detenzione domestica delle armi, ciò richiederà una particolare attenzione da parte degli stakeholders nel dialogare con le istituzioni al fine di trovare delle soluzioni sostenibili a tutela della produzione, commercializzazione e detenzione legale delle armi sapendo che tali questioni esulano dalle competenze dell’UE e devono essere risolte a livello nazionale in ogni singolo paese membro.

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A volte, per sapere come stanno le cose, basta una semplice ricerca su Google, utilizzando le parole giuste.

A volte, per sapere come stanno le cose, basta una semplice ricerca su Google, utilizzando le parole giuste.

E saperlo fare è molto importante, soprattutto di questi tempi, in cui l'eccesso di informazioni causa spesso gravi problemi. Come però accade anche nel caso contrario, nel caso di totale assenza di informazioni...

La situazione legata alla Direttiva 477 è molto complessa e sicuramente molto più difficile da gestire di quanto ciascuno di noi possa desiderare.

Concordiamo quindi con ANPAM sull'opportunità di evitare inutili critiche a poilitici italiani attivi presso il Parlamento Europeo a tutela degli interessi dell'intero comparto armiero. Se i nostri politici partecipano tanto attivamente ai lavori della Commissione Europea c'è da sperare che lo facciano nell'interesse di tutti coloro che operano nel comparto armiero, dai fabbricanti, agli armieri, ai tiratori e ai cacciatori.

Cogliamo tuttavia l'occasione per suggerire ai politici e a tutte le associazioni di categoria di migliorare la qualità della comunicazione, rendendo tutte le informazioni costantemente disponibili a tutti, onde evitare il determinarsi di situazioni spiacevoli - ma oggettivamente comprensibili - come quelle che nei giorni scorsi hanno visto l'Onorevole Lara Comi bersagliata a causa di alcune sue dichiarazioni. E anche GUNSweek.com, su questo argomento ha fornito il proprio punto di vista.

La nostra non vuol essere una critica sterile, quanto un'indicazione utile a migliorare il rapporto fra istituzioni e cittadini - tiratori e cacciatori, nel nostro caso -  che dai nostri politici si aspettano appunto un supporto attivo, come le stesse parole di ANPAM sembrano assicurare.

D'altra parte, a dimostrazione della necessità di una maggiore e migliore comunicazione fra attività della politica e gli interessi del comparto armiero, chiunque di noi potrà effettuare un semplicissima verifica online, digitando alcune semplici chiavi di ricerca, per rendersi conto che, nel caso dell'Onorevole Comi, a parte le dichiarazioni dei giorni scorsi che hanno causato le critiche in oggetto, non sembrano disponibili altre informazioni sulle attività svolte a tutela degli interessi dei cittadini legali possessori di armi, che da mesi ormai seguono con una certa apprensione gli esiti della tanto dibattuta approvazione della Direttiva 477.

In assenza di informazioni, si sa, il popolo interpreta, e così facendo, a volte sbaglia. Ma a volte anche no.

Il Direttore
Bruno Circi